ANCORA PARANORMALE E molto altro

Già il fatto di definirlo tale, oggi mi sembra quasi imbarazzante .Per affrontare meglio l’argomento sarà necessario formulare alcune teorie che giorno dopo giorno stanno per essere dimostrate.

Devo partire da lontano affinché il mio discorso sia minimamente credibile.Partiamo dal  concetto di “realtà” per esempio. Ognuno di noi saprebbe rispondere senza neppure pensarci.

La realtà è tutto ciò che può essere percepito da uno o più dei 5 sensi.Ma più giusto è dire che la “nostra realtà o realtà soggettiva” è tutto ciò che ognuno di noi percepisce con “uno o più dei propri 5 sensi”.Questo già pone una questione: la mia realtà è identica a quella degli altri?

La risposta è NO. Per convenzione diciamo che, vedendo un colore che io  percepisco come  giallo, non posso affermare con sicurezza  che  ciò vedo  sia identico al giallo che vedono altri. Quindi sto appunto parlando del “mio giallo” elaborato dalla percezione della “mia realtà” Se quindi esiste la realtà soggettiva esiste anche la realtà oggettiva. Facciamo un esempio: la luce che noi vediamo, sta al centro dello spettro agli opposti abbiamo la luce infrarossa e dall’altro quella ultravioletta. Il fatto che non la vediamo non significa che non esista. Così dicasi per i suoni nella loro gamma noi sentiamo sino ad una certa ampiezza di onde sonore, i cani e altri animali sentono più di noi.

Dimostrato quindi che i nostri 5 sensi sono sviluppati in modo funzionale ma oggi anche limitato, dobbiamo ammettere che dobbiamo cercare di avere una visione della realtà più ampia dove i  confini  sono più estesi.

O meglio non sia rigidamente soggettiva.

Essendo umani abbiamo il difetto di farci condizionare da ciò che non si riesce a comprendere: le posizioni possono essere diametralmente opposte, gli scettici assoluti e i creduloni altrettanto assoluti. I primi poggiano unicamente sulla loro realtà soggettiva, nella certezza che la realtà soggettiva coincida con quella oggettiva e tutto il resto non ha motivo di essere studiato  perché soltanto frutto di ipotesi indimostrabili o  di trucchi, i secondi che reputano qualcosa di non immediatamente spiegabile, ma anche quello che in realtà può essere spiegato, come paranormale o soprannaturale, quindi entra nella sfera della realtà oggettiva andando oltre i nostri 5 sensi.

La relatività speciale di Einstein ha dimostrato a differenza di quella Newtoniana che spazio e tempo sono connessi tra loro. Poi la meccanica quantitistica con  la teoria delle stringhe è andata ben ben oltre. Quindi dal momento che tantissimi di noi non sono fisici teorici, possiamo solamente indagare con pochi mezzi a disposizione e soprattutto con molta umiltà su alcuni aspetti di una realtà tra le infinte realtà oggettive.

Questo è indagare il paranormale.

Eppure migliaia di cose che non vengono recepite dai nostri sensi hanno fatto parte della realtà oggettiva: le onde radio per esempio, esistono pur non vendendole e tanto meno sentendole direttamente con il senso dell’udito ma da oltre 100 anni  le possiamo ascoltare attraverso una semplice radio usando uno dei nostri 5 sensi.

Tutta questa lunga premessa per affrontare con pragmatica serenità una ricerca o meglio un’indagine paranormale.

Allo stato delle cose ogni indagine paranormale si basa su postulati e non su certezze. Primo fra tutti quello dell’energia. Ogni azione di ricerca parte sempre con un: “ dato che si pensa o si presume che….” Non è un buon inizio, questo è certo. Comunque “dato che..”. si presume che le entità siano esse residuali o intelligenti, siano fatte di energia elettromagnetica e in grado di alterare i livelli ambientali per manifestarsi, uno strumento che  è usato per misurare i campi elettromagnetici,( dispersioni di elettricità) ora si usa  per capire se possiamo essere in presenza di entità.

Anche un abbassamento repentino della temperatura ambientale potrebbe essere un indicatore della presenza di un’entità che assorbe il calore o l’energia sempre allo scopo di manifestarsi. Come avete letto ho scritto “ potrebbe essere” e non “è”.

Gli EVP, non mi dilungo a spiegare cosa sono, al contrario abbiamo avuto qualche evoluzione. All’inizio si registrava con cassette e questo permetteva che si registrassero non soltanto la voce di presunte entità ma anche interferenze radio. Allora per scongiurare questo si poneva il registratore a nastro dentro una gabbia di Farady. Ma gli scettici consapevoli che questo escludeva l’interferenza radio cominciarono a supporre che fosse uno strano fenomeno di fonia legato alle corde vocali “ secondarie” tanto era il desiderio di comunicare con una persona cara defunta, il richiedente non consapevole praticamente si auto rispondeva ed era molto debole il suono quasi impercettibile, ma registrabile e udibile se si faceva molta attenzione

Poi sono venuti gli spirit box ancora oggi in voga, continuano a scandire su e giù  la frequenza AM/FM a tempi impostati che vanno da 100  mls a 500 mls “dato che…” si presume che le entità possano usare il rumore bianco per dar loro voce.

Poi arrivarono i registratori digitali che non soffrono il problema delle interferenze ma potrebbero, dicono gli scettici, sempre registrare il fenomeno del suono emesso dalle corde vocali secondarie. Ma questo non può essere per la semplice ragione che gli EVP sono suoni impossibili ad essere ascoltati direttamente con le orecchie e hanno frequenze diverse da quelle udibili. A mio giudizio gli EVP sono un fenomeno che può tenere testa ai più scettici.

 Se poi ciò che si può ascoltare siano effettivamente le voci di entità “interattive” o siano pensieri “vivi” o altro, questo è tutto da capire.

Ulteriore Infine: macchine fotografiche e telecamere a infrarosso e poi a ultravioletto per coprire tutto lo spettro della luce, vedere dove noi, con i nostri occhi non riusciamo a vedere va benissimo. Ma ciò che si riesce talvolta a cogliere sono “presenze”?

Per quei pochi che hanno veduto o hanno creduto di vedere un’apparizione a volte non distinguibile da qualcosa di reale, oppure masse grigie nere o bianche. Non metto in dubbio  la  buona fede, ma anche qui la linea che separa  il  rarissimo fenomeno fisico di un’apparizione da un’allucinazione è veramente sottile, anzi potrebbero essere la stessa cosa. Da decine d’anni mi occupo di paranormale e solo una volta, ho veduto un’apparizione. Non posso dire dove, ma posso dire che non stavo facendo un’indagine, che era circa mezzogiorno con un bel sole. La figura era “quasi” trasparente dentro una stanza, ho potuto vedere il colore dei capelli (rosso chiaro) la veste bianca con le maniche arricciate ai polsi. La figura era a mezzo busto e presumo fosse una donna. Il tutto è durato circa 5 secondi che non mi hanno consentito di scattare una foto con il cellulare.

A monte di tutto però la domanda iniziale è questa: “ esistono le entità?”,

come a dire ho lenza ami ed esche ma sono certo che dove andrò a pescare esiste il pesce?

Come potete intuire la questione attualmente è assai complessa e una soluzione non si intravede a breve termine.

Non affronterò adesso la questione  religiosa delle infestazioni, ossessioni e possessioni. Dico solamente che  essere agnostici negare una spiritualità sia essa benigna o maligna, non significa di certo che queste non esistano.

Come non affronterò l’ipnosi regressiva che fa emergere spiriti  di vite passate o alieni  che possono creare problemi comportamentali alla persona nella vita di tutti i giorni.

Per lo stesso motivo , ovvero di parlare d’altro, molti non credono ai miracoli, ma la parola stessa indica qualcosa di straordinario e se molti di noi non hanno assistito a un miracolo non significa che non esista. La cristianità ed altre religioni  ammettono l’esistenza dei miracoli. E’ una questione di fede. Se vogliamo tutto ciò che è paranormale può essere una questione di fede. Ma è diverso, molto diverso. L’indagine paranormale cerca di dare una spiegazione a determinati fenomeni. Dei miracoli non si deve dare una spiegazione, il miracolo in quanto tale non si deve spiegare, ma accertarne se mai l’origine divina o meno.

Affrontiamo adesso il tema della memoria, non quella del nostro cervello, ma delle cose inanimate. E’ un  tema dibattuto; recenti studi hanno dimostrato che alcune materiali hanno una specie di memoria sulla propria struttura, invece spendiamo qualche parola su una memoria di terzi che viene assorbita da materiali inanimati. Può avere un fondamento tutto questo? La meccanica quantistica dice sì ma va dimostrato. E per quanto riguarda il paranormale?

Se una struttura può assorbire una memoria di terzi, stiamo parlando di probabile energia residuale. Determinati luoghi o terreni che abbiano “ assistito” a eventi emozionalmente forti sembra possano in un modo ancora inspiegabile, conservarne la memoria.

Questo potrebbe essere il caso dell’isola di Poveglia nella laguna veneziana, dove la sua storia ci racconta di migliaia di persone morte di peste bubbonica dopo la seconda metà del settecento sino al 1810/14. Alcuni  ignoranti e furbastri sostengono che le vittime di Poveglia siano state  150.000. Questo non è dimostrabile e in più è: certamente falso.

Isola di Poveglia Laguna di Vene

Certo è che quest’isola ne ha vissuto di tutti i colori. Ma come tante altre del resto: le due isole Lazzaretto Vecchio e Nuovo ed altre ancora. Già il loro nome fa intuire che avevano molto a che fare con la peste ma anche con il tifo, la febbre gialla, il colera. Tutte malattie infettive a quel tempo quasi sempre mortali.

Venezia ha sofferto la peste nel 1575, nel 1630/31 di manzoniana memoria e poi nel 1656  e dopo la seconda metà del settecento che non ha toccato direttamente Venezia, ma ha contenuto il contagio proveniente dall’oriente via nave, mettendo in quarantena merci e marinai proprio all’isola di Poveglia su indicazione del Magistrato alla Sanità.

Poveglia poi è stato un ricovero per anziani che aveva pure un reparto psichiatrico che accoglieva non solo anziani dementi ma anche raramente  giovani e adulti e per questa ragione  si sono scatenate storie orribili a non finire ma senza fondamento quale la presenza di un direttore, poi sucida, che a confronto Mengele era un cherubino.

Sino ad un certo punto Poveglia era un presidio militare essendo  vicina all’unica via di accesso alla laguna dal mare (porta di Malamocco).Poveglia fu abitata sino a toccare quasi 6000 persone tant’è che non si consideravano veneziani ma povegliotti. Alla fine ne restarono alcune decine, ma non per peste o tragedie inenarrabili. Poi dopo  il  periodo di militarizzazione, per altro inutile, restò utilizzata per adibirla a stazione per il rimessaggio e la sosta delle imbarcazioni e per l’immagazzinamento di attrezzature di bordo ma effettivamente divenne Lazzaretto e luogo di quarantena solo dal 1782 anno in cui il Magistrato alla Sanità ne prese il controllo. Quindi è proprio una favola che perirono 150.000 persone di peste, forse questa cifra comunque esagerata  si riferisce principalmente al Lazzaretto Vecchio e Nuovo e in piccola misura a Poveglia. Nel cinquecento e nel seicento sappiamo che vennero giustiziate più persone che lavoravano non ovviamente  a Poveglia ma al Lazzaretto Vecchio come “guardiani della sanità” perché o non facevano il loro lavoro o perché rubavano ai morti di peste i pochi effetti personali o trafugavano merci ancora in quarantena. L’ultima condanna capitale riconducibile in qualche modo alla peste è del 1751 si trattava di tale Francesco Lorenzetti, da Pieve di Soligo, marangon (falegname), fu, per ordine del Magistrato della Sanità, moschettato innanzi la porta del magistrato medesimo, perché, spedito a lavorare in Lazzaretto Vecchio, aveva rubato una porzione di seta soggetta a contumacia, e proveniente da luoghi infetti da peste.

Ora ci chiediamo perché tanto clamore intorno a Poveglia tanto che all’estero la chiamano l’isola dalla quale non ritorni? Ed è considerata ( ovviamente a torto) uno tra i primi dieci luoghi più infestati al mondo?

Informazioni storiche distorte, alterate, manipolate non si capisce perché. Restano le recenti testimonianze di indagini paranormali basate su errate informazioni storiche,  una fatta da @GhostAdventures che definiamo perlomeno  “pittoresca”.

medico della peste

medico della peste

Il simpatico e indubbiamente coraggioso  @Zak_Bagans indossa la maschera  a becco riempita di erbe balsamiche che faceva parte della veste del medico della peste, come ghost trap, ma nessuno  ha detto all’ignaro Zak che detta maschera non fu mai usata a Poveglia divenuta Lazzaretto solo dopo il 1782 ma utilizzata durante la peste del  1630/31 e del 1656 e nel 1575 (altra grande epidemia) non ancora inventata. Però proprio per questo Poveglia e per le sue dicerie merita un’indagine paranormale seria, per capire se e se sì, perché sembra esserci tanta “energia residuale”.

Recentemente ho veduto su Youtube un’altra specie d’indagine al solo fine spettacolare dove era stata mandata una normale famiglia americana di colore proprio a Poveglia. Unico risultato che si sono spaventati a morte. Non esprimo personalmente giudizi, dico soltanto che dopo 15 minuti ho fatto un rutto di dissenso/disgusto e ho guardato altro. Se chi legge ha intenzione di misurarsi in una ricerca il più possibile obbiettiva, mi contatti. C’è l’intenzione di fare anche una documentario. Del resto a Venezia e isole di documentari sul paranormale se ne potrebbero fare decine.

 

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