A che punto siamo? Perché esiste un punto?

Ciao a tutti sono stato in silenzio perché mi sono frantumato il femore, operazione  e adesso riabilitazione… Comunque volevo fare un cenno a discussioni che sono nate nei tre, ora due gruppi di Facebook  dei quali sono amministratore.

Come sapete mi occupo di paranormale da quasi 30 anni. Sono molto preciso quando faccio da solo o con il team delle indagini, nei limiti delle finanze, abbiamo una discreta, anzi buona attrezzatura, con una lacuna: la termo camera che al momento non sono in grado di acquistare. La mia “specialità” sono gli EVP, fenomeni di voce elettronica, ma naturalmente ho affrontato molti fenomeni paranormali. Nella veste di ricercatore relativista, non ho mai escluso a priori la natura paranormale di fenomeni, dopo  essere stati studiati a fondo, fatti a pezzi, anzi io per primo ho ammesso la natura paranormale di alcuni fenomeni, grazie ad apparecchiature e software di analisi,  ma non mi sono mai pronunciato sull’origine di detti fenomeni.

Ma come essere umano e consapevole del mio “sentire”, pur ammettendo che non c’è una verità incontestabile e quasi tutte quelle che leggo in giro hanno una radice di verità, concordo con chi riconosce una multidimensionalità e una vita dopo la morte fisica. C’è molta confusione questo sì, mala informazione che ha la responsabilità di indurre molti a fare  esperimenti  senza adottare un minimo di procedure, anche casalinghe, il che all’inizio va benissimo.

Come tutti sappiamo il fenomeno più frequente è l’EVP, per il quale  l’avvento del digitale, l’uso di software nati per la musica e per avere lo spettro, ci aiuta fortemente nel determinare appunto la natura paranormale, come a escluderla in determinati casi.

Mi rendo perfettamente consapevole che se non abbiamo una base comune, giusta o semi giusta o sbagliata che sia, non saremo mai in grado di progredire verso un risveglio del nostro “sentire” quale strumento dell’anima. Soltanto uniti nell’amore possiamo svolgere la missione di cambiare noi stessi, il mondo e il tutto. Se nel percorso ci accorgiamo di avere una base sbagliata, ben venga ammettere lo sbaglio e reimpostare il precorso, ma il fine, la mission resterà sempre quella.  Però su una cosa, anche a livello provvisorio, dobbiamo convenire: abbiamo un’anima e abbiamo uno spirito. L’anima non ci identifica, lo spirito sì. Il tempo non esiste se non nell’anima fuso con l’amore. Quelle che chiamiamo reincarnazioni, il realtà sono vite attive. Molti leggo e sento parlano di “cuore”. Per fare e pensare certe cose ci vuole il “cuore”. Io dico, sono d’accordo, ma al posto di cuore, scriverei “sentire” che ci consente di essere creatori. E non esistono talenti, doni e poteri psichici.

Capisco bene che a qualcuno può sembrare prevaricante, accettare le basi sopra scritte in grassetto,  ma credetemi in tutta onestà, bisogna pur averne di comuni per attivare il  processo individuale del “risveglio” poiché questo consentirà un’unione per agire anche sulla materia visibile non visibile, sullo spazio e sulla convenzionalità del tempo.

Io non so se ci sono 4 o 6 o 13 o 27 dimensioni, non so se ci sono 7 piani di esistenza o il numero di vite che possiamo vivere contemporaneamente.  Non so neppure se viviamo ina una specie di Matrix, per assurdo non so neppure se il colore di un limone  sia giallo. Quello che so è che ho un’anima, un mio e soltanto mio spirito, un corpo e una mente pensante connessa con i miei  5 sensi. Con i quali dobbiamo prendere le giuste distanze o essere in grado di attenuarli per far emergere meglio il nostro “sentire”. Ciò che è sparito ai nostri sensi, non è morto  e tanto meno perduto, esiste ancora, forse con una vibrazione diversa rispetto alla nostra ed è per questo che non lo vediamo  e sentiamo più. Perché per rivederlo e sentirlo dobbiamo  dare suono al nostro sentire.

Nel mio intento di unire persone con un sentire già attivo o da attivare, devo però registrare un totale  fallimento. Una persona che chiamerò S,  che ha un “sentire” risvegliato male, attraverso esperienze prettamente mentali e forse spiritiche non spirituali e che non sono riuscito a portarla a far parte di coloro che invece si stanno impegnando per risvegliare il loro sentire in modo equilibrato e sano. Scrivo questo per liberarmi un peso e per pesare anche il mio sentire che evidentemente ha bisogno di una bella scossa per essere più attivo e ancor più pieno di amore. ( anch’io ho una strada da percorrere forse più lunga di quella vostra). Per questo io sono uscito dal gruppo che avevo fondato al quale ci tenevo molto. Riguardo ad S le auguro tanta fortuna, ma ha un cammino che è una scalata in solitaria priva di attrezzature. A breve riaprirò un gruppo e per farne parte bisogna essere almeno provvisoriamente d’accordo sulle basi che avete letto sopra.

 

 

 

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