Addio Ghost Hunters di ogni parte del mondo

Faccio seguito all’articolo precedente per parlarvi  anche  della reincarnazione.

So che mi attirerò l’ira (però in parte)  di chi crede fermamente a questo. Vi dico subito che io non credo alla reincarnazione come viene descritta nelle religioni orientali anche se posso immaginare che sia una delle molte interpretazioni  che sto metabolizzando.

Cominciamo dall’inizio.

Dobbiamo  chiamarla anima? spirito ? mente? in ogni caso qualcosa che resta una/o e unica/o nonstante le forme che assume. Chiamarla mente è debole, ma non sbagliato.

Diciamo subito che ritengo rarissimo che un’anima (la chiamo  così soltanto per comodità) si possa reincarnare nella sua stessa passata dimensione, reclamando di essere chi fu in precedenza. E tutto ciò perchè deve espiare le sue colpe e giungere incarnazione dopo incarnazione ad una pace senza desideri terreni così dal non reincarnarsi più. Intanto è estremamente limitativo se pensiamo a una sola dimensione spazio temporale.

Un’anima può incarnarsi in un essere umano o in uno stato fisico a noi ancora sconosciuto ma al 99% in una differente dimensione, che non esclude anche quella parallela o la stessa.  Ma  non centra nulla  questa conditio  espiativa e soprattutto non capisco perchè pochissimi eletti avrebbero coscienza di ciò e  tutti gli altri no.

Nelle migliaia e migliaia di  incarnazioni di ognuno può essere che una si compia in una stessa dimensione  e questo spiegherebbe perchè si parla di reincarnazione.

Un’anima ritengo sia lo stato nascente e perenne di un’identità definita e immutabile che può spostarsi in infinite dimensioni e forme. Perchè si incarni non mi è chiaro ma  a sensazione una  ragione ci deve essere e meno spirituale e complicata  di ciò che si può pensare. Come la terra ruota su se stessa e intorno al sole, come il serpente  cambia pelle, come la neve si soglie al sole, noi cambiamo forma ma contemporaneamente, nello stessso momento infinito in moltissime dimensioni, dove, e insisto ancora,  spazio e tempo possono inziare a  perdere di significato.

Questo ci potrebbe anche portare a considerare ogni dimensione una sorta di Matrix, un’illusione, perchè i nostri sensi sono limitati. Ma non mi immagino che nella realtà abbiamo tubi infilati ovunque in una specie di coma indotto.

Già il concetto di realtà è molto discutibile e  non è delineato e assimilabile.

Per moltissimi è meglio accettare una realtà soggettiva. Cogito ergo sum e stop. Penso quindi sono.

Il pensiero si crea da  un’esperienza. Poche esperienze pochi  pensieri, tante esperienze tanti pensieri.

Ma non solo esiste la realtà soggettiva, ma anche quella oggettiva e anche molte realtà che per fortuna o per sfortuna non ne abbiamo consapevolezza, perchè appunto il nostro cervello, benchè sia una macchina meraviglosa, interpreta l’esterno  sino ad un certo punto, ovvero sino a  ciò che gli trasmettono i sensi,  poi andrebbe in crash se non opportunamente abiutato a riflettere sui misteri e sui massimi sistemi.

blackhole

La regressione ipnotica, dove emergerebbero vite passate, non sono vite passate, badate bene, ma vite presenti in altre dimensioni e filtrate dal cervello che non riesce a  concepire un concetto di singolarità o simultaneità.

Entriamo  in ciò che definiamo paranormale.

Dobbiamo per prima cosa sapere che l’essere umano sin dagli albori ha inventato tecnologie, perchè attraverso loro si è evoluto . Per cui in qualunque settore, a parte quello religioso e di fede, la tecnologia è fondamentale, necessaria per continuare a evolversi. E nel paranormale la tecnologia deve servire per osservare conoscere e scoprire, migliorare anche la vita terrena di tutti. E’ come usare un telescopio, più avanzati sono, più si vede lontano. Ora se io ho un telescopio da quattro soldi a malapena vedrò Marte,  ma certamente non Plutone e questo  per  me che uso il telescopio da quattro soldi, non significa che Plutone non c’è ma soltanto ne ignoro l’esistenza poiché devo ancora scoprilo.

Non cerco più  fantasmi, spettri  non mi interessa, io so che qualcosa che definiamo malamente  in questo modo è cosa vera e reale. Ma parlare di spettri e fantasmi oggi diventa obsoleto perchè la loro definizione è totalmente errata, non sono neppure entità o se lo sono lo siamo anche noi.  Mi interessa scoprire più  come, dove e quando vivono e noi viviamo, cosa posso fare per migliorare la comunicazione, che mi immagino tra un secolo, sarà come fare una telefonata o una chiamata skype oggi.

Abbiamo questa radicata idea che la morte sia il  fine della vita terrena e poi chissà, chi dice non c’è nulla, chi dice che c’è un continuo.

La morte è un cambiamento di apparenza dell’anima che in una determinata dimensione sopraggiunge. Io e voi siamo  anime, incarante o meno, il mutamento di forma è un processo “naturale” e non c’è nè un dove nè un quando e soprattutto una morte intesa come fine di tutto.

Ma con chi riusciamo a comunicare? Chi sono veramente? Come li possiamo definire? Aliis ex nobis o Other forms of us, Altre forme di noi questo per ora riesco a concepire per identificarli. Ma non è un termine definitivo.

Essi vivono al pari nostro, non sono nell’essenza animistica diversi da noi ma, soltanto nella forma. Quindi potrebbero essere comunque:  “esseri viventi e pensanti“.

Ora quel che è basilare è comprendere in che modo ricercare ed avere  il contatto appunto  in uno spazio-tempo dove ci sono  altri esseri viventi e pensanti.

Dobbiamo abbandonare il concetto di fantasma o spettro, inteso come cosa assai diversa da noi.

L’unica cosa che le anime posseggono in comune con il tutto  è l’energia elettromagnetica.

Ora due parole sui Ghost Hunters, tutti nessuno escluso. Devono cambiare la mission. Attualmente la loro mission è semplicistica e facile all’inganno anche in buona fede. 

Dare la caccia a presunti fantasmi  spettri, è una enorme cazzata.

Questi gruppi devono avere dei punti di forza, anche teorica, nel loro agire. Non devono dimostrare un cavolo di nulla. Devono  invece affinare le tecniche di comunicazione, aprire la mente alla multidimesionalità e agire di conseguenza. Non farsi sedurre da luoghi particolarmente antichi o “maledetti” e poi infinocchiare la gente con video o audio dando loro una paternità o origine  che ignorano completamente,  frutto di ignoranza.

Anch’io faccio un mea culpa.  Ma se ricordate bene io mai mi sono definito un ghost hunter però  a mia debole discolpa  non avevo ancor del  tutto chiaro verso dove e verso  quando orientarmi. Ora sì.

Non intendo più sostenere o dare il mio avvallo a nessun gruppo di Ghost Hunters, se non cambierà la sua mission.

Quelli che si definiscono Ghost Hunters, non devono essere cacciatori di fantasmi,   ma teorici, pensatori,  ricercatori  e esploratori dello sconosciuto che rispetto al conosciuto è quasi il 90%.

La televisione gioca un ruolo distruttivo nel paranormale. I sensazionalismi sono per gli omuncoli in cerca di fans.

L’inizio è distaccarsi il più possibile dai concetti  di spazio  e tempo che non devono condizionare la  seria sperimentazione. fare propria la teoria che ogni cosa in qualunque dimensione in qualche modo ha a che fare con l’elettromagnetismo e poi con la gravità.

Per mio conto continuo a studiare, teorizzare, sperimentare sul campo e avere degli  input mai avuti prima. Ho cose strordinarie… le farò sentire e vedere privatamente, poichè non cerco nè fama nè successo.

ciao ciao

mr

 

 

 

 

 

 

 

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIntumblrEmail
35

Lascia un commento