Bisogna adeguarsi nel paranormale con la tecnologia

Questo potrà apparire un articolo un po’ inusuale.

Torno a parlare di EVP (che fanno parte della transcomunicazione strumentale) e degli strumenti attualmente nel mercato.

Vi risparmio la storia dall’origine e dello sviluppo della metafonia o psicofonia.

Intanto il fenomeno delle voci elettroniche è esploso con la nascita dei registratori digitali. A differenza di un registratore a nastro con testina magnetica, il registratore digitale non può avere in nessun modo interferenze radio, cosa che con i registratori a nastro erano assai possibili in quanto l’incisione del nastro era consentita da un testina magnetica e lo stesso nastro era magnetico.

L’EVP è  tale e riconosciuto con l’uso del semplice registratore digitale. Ma ci si è resi conto  subito dopo, che le voci elettroniche che si poggiano sul rumore di fondo, nella maggior parte dei casi erano molto deboli di intensità, così deboli che se non si aumentava l’intensità, aumentando però il rumore di fondo, potevano  sfuggire anche dopo ascolti ripetuti della traccia madre.

Grazie invece all’uso della radio, inizialmente a onde corte, si è compreso che le possibilità di catturare un EVP aumentava sensibilmente, poiché il fruscio o meglio il rumore bianco      (white noise) era più forte di quello di un normale registratore a nastro e digitale ed era dunque un valido sostegno sul quale l’entità poteva contare per farsi ascoltare. Successivamente il problema divenne un altro e non di poco conto. Delle possibili interferenze sulla ricezione degli EVP, in una sola frequenza o anche appoggiandosi ad una portante radio straniera, così poteva essere chiaro che se si ascoltavano voci in lingua italiana, non c’era nessun legame tra radio e voce elettronica. Ma era assai limitante, poiché nessuno ancora oggi  ha capito per quale ragione un EVP si ascolti in una precisa frequenza ma casuale. L’invenzione della scansione automatica e continua “sweep” risultò essere quasi rivoluzionaria e molto utile, in quanto la radio sweep o ghost box, continuava a scandire la banda senza mai fermarsi e se l’intervallo di cambio di frequenza era molto rapido, l’ EVP era in un certo senso costretto  a farsi sentire su più frequenze sequenziali. Cosa che non è possibile per qualunque trasmittente  sia essa una radio, un radioamatore, un tassisita, un autoambulanza, aerei, pompieri e militari. Ad oggi quindi oltre i registratori digitali, i ghost box diventano utilissimi. Ad oggi  si usa fare sessioni ambientali (con il solo registratore) e con il ghost box (sia per sessioni ambientali  e non). Con lo sviluppo della tecnologia si è constatato che il campo elettromagnetico e termico hanno una stretta connessione con le entità sia residuali che senzienti. L’entità deve necessariamente avere più energia per poter  produrre fenomeni acustici, cinetici e visivi.

Una caratteristica degli EVP è che non si possono ascoltare con il nostro senso dell’udito poiché hanno un’ampiezza che è sui limiti  o appena oltre di quella udibile. Subsuono o ultrasuono e più semplicemente non sono emessi da corde vocali. Un’entità deve caricarsi di energia e la può ottenere da noi stessi, da batterie, da cavi elettrici scoperti, da tralicci dell’alta tensione e ripetitori. Poi qualcuno pensò di creare uno strumento in grado di generare onde elettromagnetiche affinché l’entità prendesse energia da quello. Bisogna dire che l’entità non è fatta di elettromagnetismo ma lo attinge modificando  così l’ambiente intorno a sé. Non è del tutto certo se questo strumento  consenta il trasferimento di energia, ma abbiamo certamente constatato che genera campi elettromagnetici di notevole potenza: a 30 cm oltre 100 milligauss. Tenete conto che una variazione di campo elettromagnetico imputabile a un’entità al massimo arriva non oltre i 5 max 6 milligausss.

Abbiamo altresì verificato da tempo ormai, che gli EVP ambientali sono quasi sempre connessi con delle variazioni di campo elettromagnetico, non al 100% ma al 95% . Esiste un 5% di possibilità che non esista nessuna connessione tra variazione di campo elettromagnetico  e un EVP.

Come anche un 5% di possibilità che un repentino abbassamento o anche innalzamento della temperatura ambientale, superiore ai più o meno di 3 gradi possa essere messo in relazione con una presunta entità sia essa residuale o senziente.

Personalmente io sono convinto che quel 5% non esista.

 

Attualmente per fare una sessione EVP che abbia più riscontri e  il più possibile incrociati sarebbero necessari questi strumenti:

  1. Registratore digitale stereo portatile
  2. Un ghost box almeno a due bande
  3. Un misuratore di campo elettromagnetico ( ma degno di tal nome)
  4. Un misuratore  di temperatura ambientale
  5. Una EM pump (generatore di onde elettromagnetiche)
  6. Fonometro
  7. Software per leggere e modificare la traccia e che possa, se possibile, offrire l’analisi dello spettro.

 

L”handycap  è, che abbiamo soltanto due mani. Possiamo ovviamente appoggiare il tutto su un tavolo, ma se siamo in un posto e dobbiamo girovagare per più locali, dobbiamo almeno essere in due. Al momento non esistono strumenti all in one che invece offrirebbero in un unico strumento più funzioni. Sarebbe una vera rivoluzione poiché anche chi ricercatore non è, avrebbe in mano uno strumento di facile usabilità, che offre più misurazioni contemporanee che si sostengono tra loro.

La reale difficoltà che moltissimi incontrano è quando devono analizzare la traccia della sessione. Quindi avere un computer. In realtà non esiste, che io sappia, un software per EVP, ma dobbiamo usare programmi nati per la musica.

Il prezzo minimo dei primi 4 strumenti i primi due indispensabili  così anche i secondi due, gli altri quasi,  si aggira sugli 250  euro più eventuali spese di spedizione e tasse (registratore digitale stereo decente, lo si trova qui nel nostro paese  il cui prezzo varia dai 90 euro in su, così anche lo spirit box ma solo nella frequenza FM a circa 80 euro e un KII per misurazione di campi elettromagnetici, ma molto artigianale e imprecisissimo sui 59 euro). Un termometro laser di produzione cinese meno di 20 euro.

E’ una dotazione minima, che può dare risultati, ma il solo fatto che lo Spirit Box abbia una sola banda (FM) è estremamente limitante.

Molti usano la funzione di registrazione del cellulare, per EVP ambientali, ma ovviamente ha i suoi grandissimi limiti.

Il fonometro è un surplus, ma in determinate occasioni di catture ambientali ha il suo vantaggio, poiché se non mostra misure perché indica il solo sonoro e nel frattempo catturiamo un EVP, è un ulteriore conferma di quest’ultimo.

E’ altresì chiaro che fare sessioni di transcomunicazione strumentale audio, è alla portata di chiunque. Un ex nemico degli EVP, se catturati correttamente,  è la pareidolia, questo soprattutto agli albori della transcomunicazione (non strumentale), poiché è assolutamente vero che il cervello attinge dai suoi ricordi per rendere comprensibile ciò che in realtà non è, sia a livello acustico che visivo. Vedere visi che in realtà sono macchie sui muri, una stessa nuvola del cielo che sembra una nave per esempio. Ma per quanto riguarda gli EVP, possiamo avere prove incrociate che escludono la pareidolia. Ad oggi  possiamo analizzare con buoni risultati, tracce audio, foto e filmati, tutti però devono essere  file nativi come registrati o fotografati o filmati dalle singole apparecchiature. Senza nessun passaggio possibilmente, anche di solo trasferimento da strumento a computer. O se si trasferisce il file, non modificarne l’estensione, non ridurlo di dimensioni, fare ingrandimenti ecc ccc,  insomma non toccarlo, anzi manipolarlo e lasciarlo com’è nato. Infine usate procedure standard per ogni misurazione nel paranormale.

 

 

 

 

 

 

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