Ca’ Dario o Palazzo Dario Prima Parte

E’ necessario inquadrare storicamente Ca’ Dario e i primi  e ultimi protagonisti e separare i fatti accaduti dalle leggende. Esaminando quello che di autentico si riesce a trovare.

News: martedì 1 dicembre 2015:

sono venuto in possesso di  qualcosa di ASSOLUTAMENTE  STRAORDINARIO riguardante Ca’ Dario

Anche dare informazioni lacunose è sbagliato e si coglie la volontà di far intendere   che Ca’ Dario sia un “normale” palazzo veneziano.

Ho letto in un sito che scrive della criminalità a Venezia e che consideravo capace di raccontare i fatti in modo egregio e corretto, scrivere di Ca’ Dario e la storia dei suoi protagonisti omettendo e distorcendo  i fatti realmente accaduti.

Ca-dario

Ca’ Dario nella seconda metà del 1800

Sta di fatto che sono un po di giorni che sto studiando la storia di Ca’ Dario e scoprire notizie e connessioni con altre situazioni o luoghi al fine di farmi un’idea abbastanza precisa su quel che posso attendermi durante una possibile indagine e gli effetti o meglio i pericoli a breve, medio e lungo termine.

La prima domanda è perché Ca’ Dario ha una così grande reputazione di luogo infestato. Lo è davvvero? Oppure è qualcosa di peggio? Lo scopriremo nella seconda parte…

La risposta dovrebbe essere poiché il terreno dove sorge, le fondamenta e tutto l’edificio è intriso di energia fortemente negativa anzi maligna. Ma  vi anticipo già che non è solo quello…

E tutti coloro che ne sono divenuti proprietari o hanno soggiornato per un periodo sopra i venti giorni, sono morti di malattia, di omicidio e suicidio spesso associato alla bancarotta che fu il minimo effetto subito dai proprietari di Ca’ Dario. Capiremo se ciò che ho scritto sopra è una mia butade o veramente è stato così. Tutto questo analizzando quel che la storia ci ha lasciato in merito.

giovanni dario

Giovanni Dario in un dipinto di Gentile Bellini

La Serenissima nel 1486 fece dono a Giovanni Dario, segretario ducale, ambasciatore,   di 1000 ducati, per i risultati ottenuti nel trattato con i turchi e dato che doveva costituire la dote per la figlia Marieta.  Una somma considerevole se si considera che un muratore specializzato aveva un salario di circa 50 ducati all’anno.

Con questa cifra e con qualcosa che aveva già da parte, coprì le spese  avute dal 1479 quando affidò l’incarico  alll’architetto o altri dicono scultore, Pietro Lombardo aiutato dai figli Tullio e Antonio  di progettare una costruzione a nuovo oppure probabilmente un “riabellimento” quindi un grosso restauro di un’altra costruzione pre esitente, che oggi consociamo come Ca’ Dario. Questo però non è chiaro del tutto se si trattò di una nuova costruzione o appunto un grosso restauro e che sarebbe stata, come già scritto,  alla morte di Giovanni,  l’eredità e la dote costituita per la figlia Marieta che sarebbe andata in sposa a Vincenzo Barbaro nel 1493.

Si legge nel testamento di Marieta redatto all’età di 26 anni quando era prossima al parto nel febbraio del 1499, non è chiaro però se questo parto si riferisca a  Giacomo uno dei tre figli o a uno non sopravissuto:

ZD-Marieta-orig

inzio del testamento di Marieta Dario è la parte sottolineata sotto ( cliccare sopra l’immagine)

Considerando, ego Marieta fiola fu del q. ms. Zuan Dario et al presente consorte del nobel homo ms. Vicenzo Barbaro, niuna cossa esser più certa cha la morte et niuna più incerta cha l’ora d’essa morte, non voyando censa testamento manchar cousì i fatti mei inordinati lasar sana dela mente, intelecto et corpo ma prosima al parto, mandai per lo infrascritto nodaro de Veniexia e lui pregai che questo mio facesse testamento et pariter dapoi la mia morte el compisse et roborasse segondo i ordeni dela terra”……

.I[n]tendando tamen sempre che la caxa mia che fu del q. mio padre posta in la contrata de san Vido vada et andar debia nei fioli maschi et in lor heriedi mascoli. Et s’el non fosse mascoli, volgio vada nele fie, li qual mascholi né fie non volgio, per acun modo in vita loro, i possano ordenar, vender, né impegnar ma rimanga conditionata ut supra. .

La casa in contrada San Vido oggi San Vio è appunto Ca’ Dario vicino alle proprietà dei Barbaro e restò loro proprietà per 4 generazioni sino agli inizi del XIX secolo, alcuni sostengono che venne ceduta prima alla fine del 1600, ma non ci sono riscontri su questo.

Mentre ci sono i riscontri sulla cessione fatta dai Barbaro nella persona di Alessandro, che vendette Ca’ Dario ad un commerciante armeno di pietre preziose Arbit Abdoll, il quale fece bancarotta poco dopo aver preso possesso della dimora. Abdoll, nel 1838 fu costretto a vendere Ca’ Dario per 480 sterline all’inglese Rawdon Brown.

Ma torniamo indietro.

Avuta la casa, Marieta e il marito andarono a viverci ed ecco il primo fatto: Vincenzo Barbaro, ricco commerciante di spezie ebbe un tracollo finanziario e venne ucciso in un agguato, Marieta non sembra si suicidò come si racconta, ma morì di crepacuore poco dopo nel 1505 all’età di 32 anni. Stessa sorte ebbe il secondo loro figlio Giacomo morto accoltellato a Creta intorno al al 1542, il primo Gasparo morì all’età di 18 anni.

E’ da Marieta Dario che sembra  iniziare la presunta maledizione Sarà vero?

fine della prima parte

ciao a tutti

massimo r.

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