Ca’ Dario o Palazzo Dario seconda parte

Come scritto nella prima parte più di qualcuno sostiene che nel terreno ci sia un cimitero di cavalieri templari, personalmente non ci credo, al momento non ho trovato nessun riscontro. Più probabile un crocevia di forze di origini oscure o il terreno e l’edificio precedente sono stati teatro di qualcosa di estremamente malvagio. E tutto sembra iniziare poi con Marieta.

News: martedì 1 dicembre 2015:

Sono venuto in possesso di  qualcosa di ASSOLUTAMENTE  STRAORDINARIO riguardante Ca’ Dario!!

Mi sono documentato su Giovanni, un uomo legato alla Serenissima, con devozione, marito di Chiara e dimoravano da tutt’altra parte di Venezia, nel sestiere di Cannaregio vicino al Campo Santi Apostoli, dove nacque anche Marieta.

Non sembrano esserci fatti “misteriosi” che riguardano Giovanni e lui certo non ha avuto incidenti essendo morto a 80 anni di vecchiaia nel 1494 e poteva più che ammalarsi essendo inviato nel regno turco più volte e per lunghi periodi.

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Scuola Grande di S. Marco attuale Ospedale Civile di Venezia

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Chiesa Santa Maria dei Miracoli Venezia

Però recentemente ho fatto una scoperta che riguarda l’architetto Lombardo ei suoi due figli sono stati i progettisti e costruttori di altro: Della Scuola Grande di San Marco   ( Ospedale Civile di Venezia) e Santa Maria dei Miracoli, il cui spazio esterno davanti alla porta e in minor quantità, il laterale calpestabile sono carichi di energia, più volte misurata dal sottoscritto con variazioni del campo elettromagnetico e sbalzi di temperatura, inoltre un lato della chiesa dà su un canale e sappiamo tutti che l’acqua è un buonissimo conduttore. E tutti questi rilievi li feci quando non sapevo niente della chiesa e ben poco di Ca’ Dario.

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particolare architettonico di Ca’ Dario

Anche l’aspetto delle due facciate chiesa e palazzo sono molto simili. Si vede che è farina dello stesso sacco. Le ragioni dell’edificazione della chiesa sono particolari, si racconta ci fosse un dipinto della Madonna in grado di operare miracoli e posto sull’angolo esterno di un edificio di proprietà di un mercante lombardo Angelo Amadi, poco lontano dalla chiesa che successivamente venne costruita. Due edifici progettati e edificati dallo stesso architetto: il palazzo intriso di energia negativa, la seconda di energia positiva eretta in un terreno dove l’energia non è di certo positiva. Entrambe le costruzioni a contatto con l’acqua. Può essere una semplice coincidenza, in una città fatta da 118 isole, ma forse no. Questa associazione che vede in comune i due edifici, potrebbe indurmi a pensare che in qualche modo Pietro Lombardo o i figli possono avere a che fare con in fatti di Ca’ Dario. La famosa iscrizione latina del fronte del palazzo: VRBIS GENIO  JOANNES DARIVS, fu un suggerimento dell’architetto, ma prima di tutto scultore, Pietro Lombardo? L’idea che ho di Giovanni Dario è quella di un uomo retto e affidabile e non certo presuntuoso. E l’anagramma di questa scritta:SVB RVINA INSIDIOSA GENERO che tradotto più o meno vuol dire: “Io genero sotto una insidiosa rovina”, esclude di fatto Giovanni primo proprietario ma certamente maledisce i successivi, prima tra tutti Marieta.

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Gentile Bellini: Memhed II

Si dice che furono i veneziani a fare l’anagramma, colpiti dalle morti di Vincenzo Barbaro, la moglie Marieta Dario e il figlio Giacomo, e questo dopo l’ultimo decesso violento avvenuto nel 1542, ma forse anche l’architetto Lombardo poteva essere esperto di anagrammi o uno dei suoi figli. Al quale per altro, dopo il rogo della Scuola di San Marco, distrutta da un incendio il 31 marzo 1485, venne immediatamente dato incarico della riscostruzione e anche a Gentile Bellini assieme al fratello e perchè cito Gentile Bellini? E’ suo l’unico quadro che rappresenta le fattezze di Giovanni Dario e suo anche il dipinto di Memhed II che è all’interno di Ca’ Dario. Sembra quasi che Giovanni Dario abbia raccomandato Lombardo e i due Bellini alla Serenissima, affinché lavorassero alla ricostruzione della scuola di San Marco.

Qualcuno potrà eccepire che parlo di energia positiva e negativa e poi energia benigna e maligna. Vero . Ma per il sottoscritto parlare di energia benigna e il trascendere il senso di energia positiva e allo stesso mondo energia negativa come maligna.

Fatto sta che Ca’ Dario al di là dei morti e feriti che ha fatto, sembrerebbe anche in grado di colpire a distanza chi si interessò molto al fine di acquistarlo, noi non sappiamo se il tenore andò prima visitarlo, fu  il cantante lirico Mario Del Monaco che ebbe un grave incidente in auto mentre andava a Venezia per firmare l’acquisto del palazzo. Ma se non fosse andato a vederlo, ciò dissente dall’idea che mi sono fatto, in quanto Ca’ Dario sento essere un qualcosa di vivente e maligno, pronto a nutrirsi di energia a scapito di coloro che ne entrano in possesso o soggiornato per lungo tempo. Ma non basta, il palazzo confonde la mente di chi ci abita più o meno pesantemente, spinge le sue vittime a diventare talvolta carnefici anche di loro stessi.

Ma torniamo alla storia. Vi ricordate? Il commerciante armeno in bancarotta vendette a un inglese Ca’ Dario per 480 sterline. Riporto quel che scrive Wikipedia.

Ero rimasto a Rawdon Brown: “ il quale, a sua volta, lo rivendette quattro anni dopo per mancanza di denaro per ristrutturarlo. L’edificio venne poi acquistato da un conte ungherese e poi rivenduto a un ricco irlandese, tale signor Marshall, per essere comprato nel 1896 dalla contessa Isabelle Gontran de la Baume-Pluvinel, che lo fece restaurare, e dalla sua amica Augustine Bulteau.

Ospitò il poeta francese Henri de Régnier, invitato dalla contessa de la Baume-Pluvinel, finché una grave malattia ne interruppe i soggiorni veneziani. Nel dopoguerra Ca’ Dario fu acquistata da Charles Briggs, un miliardario americano, che fu però costretto a fuggire da Venezia a causa delle continue voci sulla sua omosessualità, rifugiandosi in Messico, dove il suo amante si suicidò.

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Il Gazzettino di Venezia del luglio 1970

Rimasta a lungo senza proprietario, nel 1964 fra i possibili acquirenti si fece avanti il tenore Mario Del Monaco, che però ruppe le trattative quando, mentre si stava recando a Venezia per ultimare i dettagli del contratto, rimase vittima di un grave incidente stradale che lo costrinse a una lunga riabilitazione e lo fece desistere dall’acquisto. Anni dopo Ca’ Dario venne acquistata dal conte torinese Filippo Giordano delle Lanze, il quale venne ucciso all’interno del palazzo, nel 1970, da un marinaio croato di nome Raul Blasich, con il quale intratteneva una relazione. Blasich, in seguito, fuggì a Londra, dove venne a sua volta assassinato.

Il palazzo venne poi acquistato da Christopher “Kit” Lambert, manager del complesso rock The Who, innamoratosi del suo aspetto romantico e malinconico. In tale ambiente la sua dipendenza dagli stupefacenti si aggravò a tal punto da minare, nel 1974, i suoi rapporti con la band,da causare il suo arresto per detenzione di droga e da favorire il suo tracollo finanziario.Pur sostenendo di non credere alla maledizione, Lambert aveva confidato ad alcuni amici di dormire nel chiosco dei gondolieri del vicino Hotel Gritti per «sfuggire ai fantasmi che nel Palazzo lo perseguitavano».

Nel 1978, tre anni prima della sua morte, Kit Lambert vendette Ca’ Dario a un uomo d’affari veneziano, Fabrizio Ferrari,che vi si trasferì con la sorella Nicoletta, la quale morì in uno strano incidente stradale senza testimoni. Fabrizio Ferrari, dopo poco tempo, fu coinvolto in un crack finanziario e venne anche arrestato con l’accusa di aver picchiato una modella. Alla fine degli anni ottanta il palazzo venne acquistato dal finanziere Raul Gardini, intenzionato a farne dono alla figlia. Gardini, dopo una serie di rovesci economici e il coinvolgimento nello scandalo di Tangentopoli, si suicidò nel 1993 in circostanze mai del tutto chiarite.

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entrata di Ca’ Dario  e retro dell’edificio

Dopo la morte di Gardini nessuno volle più comprare Ca’ Dario, al punto che la prima società di intermediazione che aveva ricevuto il mandato per la vendita si arrese e rimise l’incarico. Alla fine degli anni novanta il regista e attore Woody Allen pareva intenzionato all’acquisto dell’edificio, ma desistette. Nel 2002, una settimana dopo aver affittato Ca’ Dario per una vacanza a Venezia, il bassista John Entwistle (The Who) morì di infarto. Nel 2006 la proprietà passò a una società americana in rappresentanza di un acquirente ignoto ed è attualmente in fase di restauro.

Se avete notato l’unico omicidio avvenuto nel palazzo è quello del conte Filippo Giordano Delle Lanze e molte bancarotte ma l’influsso maligno sembra essere in grado di agire pesantemente a livello fisico e psicologico a posteriori, a distanza anche di mesi. Non penso Ca’ Dario come luogo infestato, ma come un entità pensante e maligna. Ca’ Dario sento essere   vivente, pronto a nutrirsi di energia vitale  a scapito di coloro che ne entrano in possesso o  hanno soggiornato per lungo tempo. Ma non basta, il palazzo confonde la mente di chi ci abita più o meno pesantemente e spinge le sue vittime a diventare talvolta assassini o suicidi.E questo spiega come egli sia, malignamente una calamita per attirare a sè ogni tipo di energia.

Per quanto riguarda invece gli spiriti di Ca’ Dario ( ed è la prima volta che uso questo nome,  di solito uso il nome: entità), perché di veri e propri spriti sto scrivendo,  sono a mia forte sensazione ,  trattenuti dall’edificio stesso contro la loro stessa volontà. Ecco perché Ca’ Dario è  estremamente pericoloso, egli vive di ogni tipo di energia, anche la più fievole.  E questo spiega come egli sia, malignamente una calamita per attirare a sè ogni tipo di energia. Lui esiste per incatenare  corpi, menti e spiriti.

In tutta onestà il fatto che attiri a sé, Ca’ Dario lo sta facendo anche con me, oppure e lo preferirei,  sono gli spriti prigionieri che invocano aiuto. Non posso spiegarlo adesso, ma ho motivo e prove per  dirvi  che tutto questo è  vero.  Il problema è che non ho certezze se sia un inganno di Ca’ Dario e non siano gli spiriti che invocano aiuto per liberarsi da quel buco nero. Qualcuno può anche non credermi, già io ho difficoltà a  farlo, ma da studioso  e ricercatore relativista, devo ammettere mio malgrado,  che qualcosa di incedibilmente potente e non certo buono si sta dando da fare affinché gli  faccia visita. E sono molto indeciso, anche si ottenga il permesso di entrare, se andare a fare un’indagine oppure no. Ed è la prima volta che sono titubante, coloro che mi conoscono sanno, che vado a fare indagini sempre da solo e non mi fa paura praticamente nulla, a parte lui, Ca’ Dario. Tra l’altro ho fatto ricerche e  non esiste un video dell’interno del palazzo, alcune foto sì, ma video no.

P.S.: Ho incaricato una persona di fare alcune ricerche all’ Archivio di Stato di Venezia e ottenere fotocopie  di atti notarili: testamenti e compravendite, che intendo studiare a fondo.

ciao a tutti

massimo r.

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