Cerchiamo di arrivare almeno al dun… paranormale e quantistica.

Scusate la foto dell’articolo ma ci sta a palla.

Sempre più la meccanica quantistica di fatto sostiene il paranormale e la trascendenza.

Sarebbe da chiedersi prima di ogni cosa, ancora una volta se veramente esiste lo spazio  e il tempo.

Con l’esperimento dei due fotoni che distanziamo 10 anni luce e uno dei due lo prendiamo a calci, anche l’elettrone lontano ne subisce le conseguenze. A questo punto due possono essere le ragioni: lo spazio non esiste o esiste una correlazione tra i due elettroni e un modo per coprire una tale distanza che va oltre la nostra immaginazione, velocità della luce inclusa.  Ma non solo. Si sta cercando di dimostrare in laboratorio che si può andare indietro nel passato, un fotone  sta per essere inviato e già il ricevente lo riceve prima ancora che venga appunto inviato. Per ora si parla di milionesimi di secondo, ma sembra appunto che il tempo assuma sempre più un valore relativo.

Perché  la meccanica quantistica aiuta o spiega anche  il paranormale?  Perché molti fenomeni paranormali somigliano ad alcuni  comportamenti di fotoni e delle particelle elementari.

Alcuni fotoni  possono attraversare muri, possono uniformarsi alla nostra osservazione, comportarsi come noi vorremo si comportassero. Il problema che ancora divide i fisici teorici è se l’universo immensamente piccolo studiato dalla meccanica quantistica può essere paragonabile all’universo immensamente grande. E da meccanica quantistica diviene fisica quantisitica. Gli universi paralleli o multi universi, spiegano tante cose. Io posso essere morto in questo universo e continuare a vivere in un altro. Posso decidere di sposarmi in questo universo  ma in un altro essere un monaco trappista. Posso andare indietro nel tempo e uccidere mio nonno ma non è un paradosso vero e proprio perché posso essere andato ad  uccidere mio nonno in un universo parallelo e in quel universo io non esisto o meglio esisto ma soltanto  nell’universo dal quale sono partito.  Quindi mio nonno non viene ucciso nel mio universo, ma in un altro e quindi  ha avuto figli e nipoti. E in quello dove l’ho assassinato di fatto non sono mai esistito.   La realtà è molto più ampia di ciò che si percepisce. I nostri 5 sensi ci fanno percepire una piccola parte del mondo che ci circonda. Esiste la realtà perché la vediamo, se smettessimo di guardarla non sarebbe più realtà. A Einstein questo non piaceva e lo disturbava come concetto: “ Non  mi piace pensare che se smetto di guardare la luna, lei non esiste

Eppure non c’è una realtà univoca ma infinite varianti   quindi altre realtà,  secondo le nostre intenzioni. Poiché tutto quello che vediamo è solamente un’elaborazione del nostro cervello. Possiamo definire tutto ciò: indeterminazione.

Parlando di infinitamente grande  infinitamente piccolo, sappiamo che c’è molto di più da scoprire sul piccolo che sul grande. Di quest’ultimo sappiamo che quel che noi vediamo è il 25% di ciò che esiste. Non si spiegherebbe come la sola gravità misurabile, tiene “ sospese” galassie la nostra inclusa;  deve esserci altro che contribuisce a farlo ed è quella che viene chiamata materia oscura, sappiamo che c’è  ma non la vediamo né possiamo dunque misurarla. La natura di questa materia oscura deve essere fatta da tipi di particelle che non abbiamo ancora scoperto oppure fatta di un qualcosa di così piccolo che nessun strumento è in grado di osservare, come le stringhe per esempio, talmente piccole da non essere percepite osservate anche con i più sofisticati strumenti, quindi  solo teorizzate. Se un atomo fosse grande come l’intero universo percepibile, la stringa, in proporzione,  avrebbe più o meno la dimensione di un albero di media grandezza. L’accettazione di multi mondi paralleli e/o diversi, apre alla concreta possibilità di una iterazione tra loro, per cause ancora non capite profondamente e quindi anche a  una comunicazione che per quanto riguarda il paranormale  per ora si giustifica con l’elettromagnetisimo che ogni cosa nel infinitamente grande o piccolo   ha dentro sé. Ma devono anche essere altre le ragioni di queste comunicazioni paranormali e multidimensionali e queste ragioni di diritto entrano nel trascendente. Siamo allo stesso tempo così vicini e lontani per accettare  la presenza di infinite realtà determinate dalle nostre decisioni. Noi vogliamo vedere fantasmi? Beh li possiamo vedere se intimamente lo vogliamo e anche il contrario. Un fantasma vuole farsi vedere, è lui che profondamente può deciderlo.  Su come poi noi lo vedremo dipende dalle nostre ma anche  sulle sue intenzioni poiché noi osservatori che osserviamo l’osservato e ne determiniamo la figura, allo stesso modo l’osservato ci osserva e determina come noi lo possiamo  vedere. E questo spiega come l’apparizione può avere più forme: dalla nebbia chiara, scura, dalla figura intera o parzialmente intera definita o non definita, dall’apparire come globo di energia. E anche sugli EVP funzionerà allo stesso modo: io catturo una voce elettronica, per poterla sentire come io voglio sentirla e allo stesso modo detta voce o si farà sentire seguendo le mie intenzioni o si farà sentire  nel modo e come lei vuole farsi sentire.  Noi possiamo “subire o determinare” ogni fenomeno paranormale o entrambe le cose. La grande differenza sta che l’anima, che è una soltanto ed è presente in ogni universo e dimensione è il vero e unico legante, il  comun determinatore  tra il visibile e l’invisibile tra la materia e la materia oscura. Ma  questo per ora non è ancora supportato e dimostrato dalla meccanica quantistica, ma abbiamo anche visto che alcuni aspetti trascendenti trovano già una spiegazione teorica . Se accettiamo il concetto di spazio e tempo relativo o accettiamo che almeno nell’infinitamente piccolo spazio e tempo non hanno nessun senso, deve esserci dell’altro e questo diviene  trascendenza. Del resto sulla dimensione non è follia pensare che prima del big bang  l’universo fosse un insignificante puntino. O lasciandoci andare a teorie più  suggestive, noi non abbiamo la certezza delle nostre reali dimensioni. Senza rendercene conto potremo essere anche particelle subatomiche.

Abbiamo visto come un fotone può scindersi in due uguali  e poi riunirsi di nuovo in un unico fotone. Beh questo volendo sognare,  spiegherebbe anche il fenomeno paranormale della bi o tri locazione. Le apparizioni mariane c’è chi le vede e chi no. Oppure alcuni le vedono in un modo e altri in un modo diverso. Non avvertite la ridondanza? Perché alcuni vedono la Madonna e altri no o la vedono in modo diverso?

Due sono le ragioni perché io osservatore la voglio profondamente vedere in un certo modo e oguno ha il suo,  oppure perché la Madonna (o chi per essa) vuole farsi vedere da alcuni e non da tutti secondo criteri  chiaramente non conosciuti.

La strumentazione sulle catture di EVP  è in grado di lasciare traccia, magari anche supportata da variazioni campo magnetico e termico. Ma non è chiaro come a volte possiamo catturare EVP ambientali o attraverso un white noise o in  una determinata frequenza radio. Anche qui gioca un ruolo fondamentale sia l’intenzione dello sperimentatore che dello sperimentato. Può essere che lo sperimentato voglia farsi sentire in una frequenza diversa da quella che stiamo ascoltando in real time, può essere che si appoggi ad un white noise. La cosa che passa inosservata che noi in una sessione EVP,  quando poniamo domande in qualche modo le stiamo trasmettendo senza alcun trasmettitore e non è che l’entità le ascolti con le orecchie, perché le orecchie come la voce non le possiede  ma in qualche modo vengono ricevute. Così come noi possiamo ascoltare un EVP ascoltando o riascoltando la sessione attraverso uno strumento. L’esempio banale sono le onde radio… senza uno strumento noi non ascoltiamo nulla, con un ricevitore invece sì. Poi d’accordo i sentitivi medianici non necessitano di strumenti, loro ascoltano e sentono, ma non attraverso il cervello, ma attraverso le vibrazioni  sentite e emesse dall’anima il cui sentire è il suo strumento.

Mi rendo perfettamente conto che non tutti possono digerire  le incredibili e  forse per ora inverosimili implicazioni espresse dal paranormale ma stessa sorte ce l’ha  anche la meccanica quantistica. Il mio pensiero è che prima o poi quasi  tutto sarà chiaro e il paranormale vera privato del “para” e sarà normale.  Del resto il concetto di normale è un concetto di comodo, di chiusura mentale. Ci sono cose che anche tra un miliardo di anni saranno inspiegabili, perchè proprio per la loro origine  animistica,  non potranno mai essere dimostrate, ma niente in confronto a oggi. Tutto ciò che è di origine mentale e spirituale verrà dimostrato, ciò che è di origine animistica resterà senza spiegazioni se non accettare più facilmente  il fatto che esiste.

Massimo Rossi

 

 

 

 

 

 

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