Come essere “quasi certi” di aver registrato un EVP ambientale

Per avere più certezze di aver catturato un vero  EVP ambientale bisogna analizzare la traccia e lo spettro. Questo riguarda esclusivamente l’uso del solo registratore digitale non di un ghost box

Purtroppo  non avevo affrontato in passato in modo tecnico il fenomeno delle voci elettroniche, limitandomi solo and alcune informazioni generiche. E già dico che sarò un po’ più tecnico in questo articolo, limitandomi praticamente a dire che si formano sul rumore bianco sia di un registratore che di una radio…

Sappiamo  che la frequenza udibile dall’essere umano va dai 20 hz ai 20 khz (20.000 hz). Hz è l’abbreviazione di hertz ovvero  l’unità di misura del sistema internazionale della frequenza. Su questo  range delle frequenze  udibili non ci piove, ma è altrettanto vero che con il passare degli anni l’ascolto di queste  frequenze udibili dal nostro orecchio si riduce in modo naturale e inarrestabile. Quello che potevo allegramente ascoltare  sui 7 anni, alla data odierna tristemente non riesco più a sentirlo. Non è che sto diventando sordo ma è un processo di degrado inevitabile, salvo rarissimi casi.

Ora se io ricercatore quasi 60 enne sono in compagnia di un ventenne può essere che una voce diretta o peggio una contaminazione io non riesco a sentirla e il ventenne invece sì,  se la sua frequenza è sopra i 12/14  khz  e il registratore comunque  registra se soprattutto le caratteristiche del microfono sono esattamente quelle indicate nelle istruzioni… ma put…. eva non è neppure così il più delle volte.

Ho fatto in passato ma anche stamattina   una prova con vari registratori  digitali registrando le varie frequenze udibili a partire da 20 hz sino a 20 khz e posso dire che i registratori digitali attualmente in commercio ad un prezzo abbordabile non coprono il range della frequenza udibile. Possono tutt’al più arrivare sino a 15/16 khz e non partono da 20 hz.

Normalmente un EVP è a cavallo tra l’inizio della frequenza udibile e il sub suono quindi tra i 15 e i 25 hz. In  alcuni casi anche tra la frequenza udibile e l’ultra suono per essere precisi dai 19.000 ai 21.000 hrz. O se è più semplice capire tra i 19 e i 21 Khz.

Per essere certi di aver catturato un EVP bisogna assolutamente vedere lo spettro della traccia. Tecnicamente non c’è altro modo. Poi a onor del vero e diciamocelo senza nessuna paura siamo ancora lontani dal definire un’origine di un EVP, possiamo solo affermare che esistono, sono un fenomeno paranormale quanto reale.

Qui un semplice test per vedere come vi funziona l’udito. Usate le cuffie. E fate lo stesso test con un’altra persona più vecchia o più giovane di voi… segnando su un pezzo di carta la frequenza  quando iniziate  a  sentirla e quando non la sentite più. Io inizio a sentire qualcosa intorno ai 80 hz e non sento più a…… 🙂

 

Ovviamente  un EVP si riconosce anche per le sue caratteristiche all’ascolto, ma per quanto l’esperienza conti, proprio per esperienza so che non c’è ancora nulla di ripetitivo e costante:  posso avere un EVP dalle caratteristiche uniche o rarissime che mi mette in difficoltà, soprattutto se senziente e non residuale.

Il nostro amato  GhostArk  avrà due microfoni omni direzionali garantiti a partire da 15 hz, ovvero dal subsuono, dall’inudibile a qualunque età. E credetemi non è cosa da poco, perché inoltre  ho chiesto venga fornita dalla casa produttrice la certificazione e in fase di test con l’adatta strumentazione, random il controllo dei microfoni. Ho molto insistito con i nostri ingegneri su questo punto.  Troppe volte ho visto le specifiche  dei microfoni stampate nel libretto di istruzioni  di un registratore digitale e poi verificato non essere vere.

 

saluti a tutti

massimo rossi

seguimi  su twitter se ti va: @maxim_reds o su facebook

o se vuoi segui su twitter : @GhostArk_device o su facebook

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIntumblrEmail
16

Lascia un commento