Esistere o vivere? C’è differenza?

Se avete fatto caso fioccano notizie relative all’universo o meglio agli universi, praticamente ogni giorno. Ultima di ieri o l’altro ieri  che hanno scoperto una galassia priva di materia oscura. Vi siete mai chiesti perché di tante informazioni? Sensibilizzazione affinché iniziamo a pensare che facciamo parte di un tutto?  A memoria non ricordo un periodo così florido di notizie dallo spazio.   Noi abbiamo un’idea di uno spazio infinito dove la vita, come noi la intendiamo, esista solo in questo povero nostro pianeta che, diciamocelo tra noi,  stiamo prendendo a schiaffi e calci.

La Terra è un essere vivente e pensante aggiungo,  come lo siamo noi. Ma sembra che moltissimi non se ne rendano conto.  I mille problemi che viviamo, dalla violenza tra i popoli,  guerre e guerriglie attualmente più o meno 150, che non ci toccano  perché avvengono  lontano da noi, alla  carenza d’acqua sempre più estesa,  all’effetto serra, al  cambiamento climatico  tutto ciò non ci cambia  la vita poiché per ora non ci sentiamo coinvolti  in prima persona. Manca una coscienza collettiva e questo  darà grosse difficoltà a noi e al nostro pianeta e sopratutto a chi verrà dopo di noi.

Se noi non capiamo che il nostro pianeta ha bisogno delle nostre cure e della nostra gratitudine, tutto questo altera   ogni dove nello spazio, la terra fa parte del tutto, non è indipendente. E’ vero talvolta il nostro pianeta non si mostra così benevolo: terremoti, tsunami, eruzioni, ma anche questo è un modo violento e brutale  per dirci che è vivo. Come anche catastrofi stellari e i buchi neri sono segnali di vita, difficili da comprendere come tali, ma lo sono.

Siamo fortunati  che per ora non abbiamo subito un’inversione dei poli. E siamo fortunati che per ora il sole non ha dato segni di instabilità forte.  Siamo fortunati che nessuna cometa o asteroide sta puntandoci in pieno. Siamo fortunati che non siamo vicini a una stella che sta per collassare. Se collassasse Proxima Centauri ne verremmo coinvolti  4 e mezzo anni dopo… Se collassasse il sole, ma non accadrà per qualche miliardo di anni, verremo spazzati via dopo 8 minuti.  Siamo fortunati ad essere ancora vivi e il ringraziamento che diamo per tanta fortuna quant’è? ZERO.

Ho letto che qualche  presunto alieno dichiaratosi nostro discendente dopo il post nucleare, dice che ogni universo non esiste per ospitare la vita come noi la intendiamo,  e lui  parla di “esistenza”, che la morte l’abbiamo inventata noi e su questo mi trova più o  meno d’accordo. Non capisco del tutto  la differenza tra esistere e vivere o meglio forse  possiamo riflettere che:

tutto ciò che vive esiste, ma non tutto ciò che esiste vive.

Un sasso esiste… ma vive? Questa è la domanda… Una stella a neutroni esiste ma vive? Quindi  c’è una differenza tra esistenza e vita.

A noi basta sbarcare il lunario, fare qualche buon azione per i più sfortunati, sapendo bene che aiutando gli altri aiutiamo anche noi stessi e  abbiamo smesso quasi tutti di godere di un cielo terso, del rumore di un ruscello e delle onde del mare, del verso  degli animali, di un tramonto. Non ce ne frega più una mazza,  poiché ognuno ha il proprio  orticello brutto o bello che sia e tanto  ci basta.

Come Esploratore di Realtà ho  il privilegio assieme ad altri colleghe/i  di ricevere messaggi  anche dal futuro (per noi), nella nostra stessa realtà, da altre realtà e alcuni  forse di origine aliena e al di là, che ci crediate o meno, tutto tende a farci capire che noi facciamo parte del tutto, che noi abbiamo un vero  senso e importanza  nella vastità degli universi, nelle infinite realtà. Poi è altrettanto vero che molti idioti ci mostrano quanto possono  avere la mente deviata e invasa da false credenze. Metafonisti, ipnotisti,  ricercatori del paranormale  del nulla, pallonari, mitomani e  borderline che dimostrano soltanto quanto siamo creativi e immaginosi,  ma di vero non c’è nulla o quasi.

Di confusione ce n’è tanta e quando c’è confusione non sappiamo distinguere il vero dal falso oppure giriamo la testa da un’altra parte.

La verità comunque resta:  che stiamo facendoci a pezzi e le conseguenze le pagheranno i nostri discendenti, il quando dipende da noi soprattutto. se poi un asteroide grande come due  campi da calcio ci colpisce, beh a qual punto saremo cotti ma con la coscienza a posto almeno. Dobbiamo creare una mente collettiva sempre più estesa, dobbiamo smettere guerre e  smettere di puntare al potere politico e economico , ma essere uniti nel conservare noi stessi come parte del tutto e amare il nostro pianeta. E tutto questo per dare tempo, come lo stiamo vivendo,  ai nostri discendenti di poter emigrare in massa in un altro pianeta abitabile. Se vogliamo salvare questa  civiltà.

Massimo Verrai Rossi

Esploratore di Realtà

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