I fantasmi? Ebbene sì, esistono.

Sto leggendo un libro avvincente sulla storia dei fantasmi, a cui non credo e nemmeno l’autore, ma vedere come si è sviluppata la nascita di questo fenomeno, arrichisce chi legge. E si parte da ben prima dell’800.

Una sorta di cronaca di una serie di accadimenti, riportati anche da altre pubblicazioni sui ghost inglesi e francesi.

E capisco anche perché molti di voi credano esistano davvero…

Ed esistono, ma come proiezioni della nostra mente. Il che non significa che chi osserva o parla con un fantasma, sia matto, o sentitivo, o semplicemente curioso o in una condizione favorevole ( luogo inefstato, sedute medianiche, perdita dolorosa di un congiunto) la persona lo genera, perchè si predispone per avere dei riscontri e visioni o suoni, voci incluse attribuendole a fantasmi forse a lei legati.

Ma cosa sono i fantasmi? spiriti? ovvero:
realtà immateriali configurabili come entità superiori o trascendenti (divinità) o come principio, immanente all’uomo, della vita morale, religiosa e intellettuale. Quindi i fantasmi non sono certamente spiriti. Ma potrebbero essere anime o coscenze o menti che non riescono a staccarsi dalla realtà che hanno vissuto con un corpo fisico e ora non lo hanno più. Il che comunque non è del tutto vero, abbiamo testimonianze interessanti su fantasmi la cui parola deriva dal latino “phantasma” e dal greco con il significato di apparire/mostrare che sembravano avessero una densità materica, tale da confondersi con un essere umano vivente e si riconoscevano perchè portavano abiti diversi o meglio antichi ma magari non si vedevano i piedi o parte del busto, quindi anche dell’abito e senza scarpe o stivali. Oppure erano trasparenti, semimateriche o nebbie grige, scure o bianche.

Voi capirete che queste apparizioni con la loro grande diversità ci porta a ribadire con forza che tali manifestazioni sono prodotte dalla nostra mente, la quale si configura o meglio “si conforma” secondo le proprie esperienze in modo del tutto inconsapevole per i più. Altrimenti i fantasmi sarebbero simili tutti, avere un qualcosa di comune tra loro in qualunque parte del mondo. Ma non è così. Questa grande diveristà ci conferma che la nostra mente e cultura gioca un ruolo prinicipe.

Molto importanti sono le situazioni e i contesti dove accadono queste apparizioni. E magari esiste già una sorta di elenco che riporta questi fenomeni apparizionali, descrivendo chi l’ha viste (età, sesso, situazione famigliare), il luogo, il contesto, l’ora.

Altro punto dolente riguarda l’iconografia del fantasma. Dalla castellana, alla bambina, al cavaliere medievale, agli ex-proprietari di case ville e castelli, dalla loro morte violenta e misteriosa o dalla loro ferocia, raramente si vocifera di un gruppo di fantasmi, monaci, soldati. Ma poi se notate i fantasmi sono sempre ” recenti” . Non si hanno notizie di fantasmi dell’antico Egitto, di romani, di galli , britanni, vichinghi, greci, barbari e etruschi. C’è da chiedersi il perché. Credo che sia a causa della cultura acquisista dagli “spettatori” che non conoscono la storia antica. Dato che non siamo buoni letttori di storia.

Cleopatra

Eppure il cinema, spesso si è sostituito ai libri, con le varie “la mummia”, varie Cleopatra, Mosé e la fuga dall’Egitto, battaglie ateniesi, romane, turche, napoleoniche, le crociate in qualche modo hanno informato chi guardava queste proiezioni. Ma evidentemente noi non sono rimasti particolarmente colpiti. Il nostro bagaglio culturale è limitato. In America qualche fantasma di soldato della guerra civile, c’è stato, delle impiccagioni a Salem invece si ha notizia.

Tanto per dirla in breve se io ho vissuto e vivo nella foresta e mai ho visto un essere umano, se vedessi un fantasma sarebbe esclusivamente di un animale.

ciao

massimo verrati rossi

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