Il sentire è strumento dell’anima

Devo dire che da due giorni la tentazione di lasciarmi andare alle mie sensazioni è forte.

Ma ho anche pensato che la mia posizione di ricercatore relativista sul paranormale, sia il giusto compito da assolvere collateralmente a coloro che vivono questa scienza in prima persona. Capisco bene che persone che sanno di avere mantenuto alcuni “talenti”, che tutti avevamo, restano la visibile traccia di ciò che eravamo e di ciò che dovremo prima poi tornare ad essere e vivono quasi nascosti. Ma inoltre sostengo che  non è una bestemmia a mio parere studiare i fenomeni “inspiegabili” a moltissimi, misurarli se possibile, trovare delle connessioni verificabili, poiché tutto dovrà portarci a definire il paranormale, assolutamente normale.

Il cammino verso questa metà sarà lunghissimo, io certo non vedrò neppure da lontano la meta. La posso percepire ma non sentire. Il percepire e sentire sono cose diverse, simili se vogliamo per certi aspetti ma di fondo sono ben distinte.

Dunque quello che “sento” oggi e non percepisco è che devo operare come ricercatore, impegnarmi a dimostrare che alcuni sono più “normali” di me di moltissimi di voi.  E’ altresì ovvio che l’essere umano ha bisogno di sistemi e ambienti mentali che in qualche modo rendano più facile la manifestazione dei propri talenti. Obbiettivamente credo che il nocciolo di tutto sia il nostro cervello e di ciò che può fare. Non vorrei però con questa affermazione dare l’impressione di non credere che esista un’anima, uno spirito, una coscienza singola e collettiva. Per mio conto sono quasi certo che mente e spirito possano sovrapporsi, oserei dire che in qualche modo sono la medesima cosa, ma in diversi contesti. Ora tutto ciò non deve interessarmi come ricercatore anche se non posso personalmente non tenerlo in considerazione. Ho scelto di mostrarmi e vivere una frattura interna piuttosto netta.

L’esempio è lo studio degli EVP. Ho avuto moltissime  prove di transcomunicazione, dovrei essere uno di coloro che dubbi non ne devono avere sull’origine e invece li devo avere, devo essere rigoroso e pignolo quasi sofista. Nel mio piccolo questo deve essere il compito, studiare ricercare per dare qualche certezza oggettiva e non soggettiva, in più.

L’esperimento che cerchiamo di fare all’interno del gruppo Paranormale Italia  proprio sugli EVP, è un primo tentativo di avere dati sulla natura di questo fenomeno. Usare la stessa attrezzatura, (proponendo un prezzo veramente politico per chi non ce l’ha) fare un calendario delle sessioni, specificando giorno ora e ognuno la località.  Dare informazioni su come pulire, rallentare, accelerare, invertire la traccia catturata. Consentirà successivamente di avere dati utili a tutti.  Potremo sapere tra l’altro, le ore migliori per  fare le sessioni e forse perché. Ognuno capirà se è anche canalizzatore.

Questo esperimento non vuole in nessun modo entrare nel merito dell’origine del fenomeno.

E non è un’altra  bestemmia cercare di dare una spiegazione legata alla fisica sia tradizionale che quantistica  di un fenomeno paranormale.

Quando ho scritto che gli essere di luce possono essere masse di fotoni caricati a energia di diversa intensità, non ho voluto sminuire gli esseri di luce, tutt’altro. E’ come dire che un uomo ha carne  e sangue, ha un cuore e un cervello, ed è soprattutto un essere umano che non è solo l’involucro, c’è molto di più.

Sapete?  Sarebbe più facile per me farmi cullare in ciò che credo nel mio intimo, ma non avrebbe nessuna utilità, questo mi induce a ricercare soltanto.

Chiedo a coloro che sanno di avere talenti, di non nascondersi più, di essere attivi nella ricerca, collaborativi e non diffidenti, anche se non posso dar loro torto. Ma proprio perché sono sicuro che “sentono” e non percepiscono  che qualcosa  sta cambiando, siano al servizio di tutti e non di pochi con i quali vengono in contatto. I circoli chiusi, devono per ora restare chiusi,   ma devono intanto aprire le persiane e permettere di dare un’occhiata dentro a coloro che sono fuori. Va da sé che in questa sfera ci sono gli sbarellati, i falsoni in buona fede, i truffatori, ma collaborando e studiando potremo  riuscire a mettere paletti soltanto dove è giusto che siano piantati. E sappiamo ancor  meglio che esistono i detrattori (però sempre meno) e va beh… che continuino a sbeffeggiare.

Di confusione ce n’è tanta, mala informazione, nuove fedi che sono soltanto l’immagine del profondo disorientamento che si sta vivendo. Un lato buono in tutto ciò comunque c’è: inizia la sensazione dei nostri limiti e non perché li abbiamo sempre avuti, ma perché finalmente cominciamo a renderci conto, per lo più inconsapevolemente che non  li avevamo.

A tanti può sembrare una specie di malinconia, un malessere quasi latente,  che non si spiegano.

Una sorta di presa d’atto per molti, ancora inconscia. Siamo, per altri versi, come bambini cresciuti che cercano di capire sempre più sé stessi. La questione dei ruoli all’interno della nostra realtà soggettiva piano piano, anzi pianissimo si sta delineando.

Con l’accettazione che la realtà è nel vivere quotidiano, soggettiva, ammettiamo che esiste una realtà oggettiva della quale dobbiamo assolutamente  tenere conto perché quella sarà la realtà che prima o poi  tutti percepiremo. Il vivere è una continua percezione, ma assieme a questo noi “sentiamo”. La realtà soggettiva pur restando tale, viene continuamente in contatto con altre realtà soggettive, tutto questo ci consente la percezione condivisa. E fin qui ci siamo.

Ma provate a pensare alle emozioni, ai sentimenti. Siamo certi, certissimi di amare qualcuna/o. Se però io vi chiedessi di dimostrarlo a me, come fareste? Avreste molte molte difficoltà ma non perché siete impediti, semplicemente il “sentire” non può essere dimostrato. E’ in qualche modo scisso  dalla realtà soggettiva, e non sappiamo ancora se lo è anche dalla realtà oggettiva.

A questo punto è interessante domandarsi il perché il “sentire” è scisso dalla realtà soggettiva.

Una delle risposte potrebbe essere questa: ”il sentire è strumento dell’anima”.

E per anima intendo come la definisce Platone… tanto per capirci.

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIntumblrEmail
34

Lascia un commento