Iniziamo tutti a “sentire”!

Torno a scrivere, perché in questi ultimi giorni ci sono stati dei cambiamenti. Ma sarò breve.

Ho lasciato per questo periodo la gestione delle pagine  gruppo FB  “Paranormale Italia” e le due pagine fun Paranormal Italy  e Paranormal Italy International sul forte e stupendo groppone di Francesca Crea. Mentre invece continuo a essere totalmente presente nel gruppo  Ricerca, Studio e Sperimentazione sui SENTITIVI, quest’ultimo  un gruppo “segreto” che si accede solo per invito degli amministratori: chi vi scrive, cioè io  e naturalmente Francesca o su vostra richiesta a noi spiegando le ragioni.

Oltre ad avere qualche personale problema, l’equilibrio che mi ero imposto tra ricercatore  e  sentitivo attualmente è venuto meno. La parte sentitiva ha il sopravvento e mi sono immerso in letture, inoltre ho ricevuto due volte qualche messaggio da dimensione diversa dalla nostra da una sentitiva alla quale credo in modo assoluto e di cui mi fido e sento che ne riceverò altri assai presto.

Ora  dove tutto questo mi porterà, lo immagino già. Ma resterò sempre un ricercatore relativista e obbiettivo al 100%. Già vi scrissi la frattura che mi sono scelto di avere. Da un lato la ricerca sulla natura dei fenomeni per identificarla come paranormale e dall’altra il “sentire” che nessun ricercatore serio, ad oggi può dimostrare. Esiste anche un percorso personale che sento devo portare avanti. Le mie convinzioni  sui fenomeni paranormali ma soprattutto sulla comunicazione multidimensionale, diretta o transtrumentale, sono limpide: esistono e sono reali e hanno un’origine. Io lo sento, ma non posso come ricercatore proprio l’origine non la posso dimostrare. Né posso provare la giustezza dei contenuti di questi  messaggi o manifestazioni medianiche ricevute negli ultimi 4 giorni, se non interpretandole come  aiuto diretto e personalissimo. Ma chi sono io per meritare questo privilegio? In generale, mi sono chiare le nature di queste comunicazioni. Il perché siano possibili, non arrivo a comprenderlo. Se qualcuno mi balbetta motivi di insegnamento, evoluzioni, risvegli a me sta bene, ma se è limitato a un ristretto numero di persone, non mi sta bene per nulla ed è per questa ragione che non li comprendo totamente, non ne trovo l’utilità, qualcosa mi sfugge. E’ come ci fossero 1000000 di uova e si riuscisse a schiuderne 50, grazie  un immenso  macchinario sconosciuto, senza età, insondabile, ma anche a suo modo meraviglioso e normale.

So perfettamente che le risposte che potrei ottenere, serviranno a me, ma io devo trovare il modo che servano a tutti.  Un poeta veggente quale fu Arthur Rimbaud  ancora adolescente scrisse: “A me non basta essere  soltanto me stesso, io devo essere tutti”. Aveva ragione. Solo l’unità (essere tutti) nel sentire quale strumento dell’anima, ci renderà liberi e consapevoli di cosa e chi siamo come esseri umani. So perfettamente che potrebbe non accadere mai di essere tutti uniti e consapevoli per esprimere finalmente “Anima Mundi”, ma quale impresa sarebbe se fosse così facile? 500x300

Non intendo lanciare ipotesi  a voi che sono frutto del mio sentire che per me sono quasi certezze, intendendo che dovete farle vostre devono essere farina del vostro sacco non di altri. Non funziona in questo modo e non sarebbe giusto. Piuttosto ragionare con voi e se possibile indurvi a riflettere e poi voi se lo volete, aprire la vostra mente e il vostro cervello a decodificare il vostro sentire trasformandolo in percezione per essere condiviso. Questo è un primo passo. Non stiamo parlando di poteri, doni e talenti e men che meno di poteri psichici. Il sentire è nostro retaggio, fa parte di noi poiché che lo accettiate o meno, ognuno di noi ha un’anima o spirito o come volete chiamarlo. Questo nostro sentire però è contaminato dalla percezione, dalle religioni, da esoterismo, misticismo, dal modo di vivere materialista che innalza il “quanto” e non il “come o il quale”.

Non occorre nessun particolare impegno o meditazione, solamente la nostra disponibilità a volersi risvegliare a riattivare quella parte del cervello con l’aiuto della nostra mente, che consenta al nostro sentire di essere da noi stessi percepito e poi condiviso. In pratica è più difficile parlare che agire.  Poi  all’infinta serie di domande di sapore escatologico,  multi esistenziale, multi dimensionale, le risposte arriveranno. Un umile invito e auto invito a considerare noi stessi più normali, più dentro a quell’ingranaggio che è la semplice esistenza in tutte le sue sfaccettature visibili e invisibili, contraddizioni, gioie, dolori, amori e amorazzi, stupori, emozioni e meraviglie.

 

 

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