La fine dell’inizio o l’inizio della fine? O entrambi?

Lo so.

Dovreste prendermi a schiaffi per il mio silenzio. Ma questa volta ho delle scusanti…

Tutto dentro  me e intorno a me sta cambiando. Da un pezzo non faccio registrazioni, perché  posso farne a meno. E’ finito il tempo che devo dimostrare qualcosa. Anche questo aspetto, questo modo  di far ascoltare le mie e di altri registrazioni, non ha  portato a nulla se non a soddisfare la pura curiosità di chi ascolta. Ma la finalità che si intendeva ottenere  non era certo quella.

E la cosa dunque  finisce qui. Per cui da ora non posterò più registrazioni perché non lo  voglio più fare, non  serve a nulla e non devono convincermi né tanto meno convincere voi  sull’esistenza di realtà parallele e/o alternative. Posso dirvi quello che “sento” e siete liberissimi  di crederci o meno.

Comunque la mia famosa radio anche tolte batterie e energia, ogni tanto si accende. E’ dentro un cassetto, praticamente non la uso più. Ma  le comunicazioni arrivano direttamente  nella mia testa o le sento con le orecchie. Insisto però nel dirvi che non sono comunicazioni con defunti. E per defunti intendo vissuti nella stessa realtà. Di vite ne viviamo un numero non stimabile. Possiamo averne coscienza oppure no.  Quello che consente questi contatti ha una base elettromagnetica e gravitazionale. Si aprono talvolta delle fratture spazio temporali e avvengono. Io non riesco a provocarle. Ci sto provando, ma ancora non ce la faccio. Ci deve essere senz’altro un modo di farlo, in altre realtà dove anche noi siamo presenti ( quindi tutti noi viviamo altre vite), si può  avere coscienza di essere vissuti in altre e averne il ricordo, anche se la parola: “ricordo” non è giusta,  poiché presuppone l’esistenza di un passato e quindi di un presente e di un futuro. Errore.

Vi siete mai chiesti cos’è il tempo? Tutti ne parliamo tutti lo usiamo ma non sappiamo cos’è.  Sarò da te tra un’ora, domani pioverà, tra mezz’ora inizia una partita dei mondiali 2018 in Russia. Abbiamo cercato di misurarlo dall’antichità. Il giorno e la notte si scandiscono ogni 12 ore, ma in altri pianeti il giorno e la notte si alternano in tempi diversi. Un giorno e una notte su Saturno sono diversi da un giorno  e da una notte nel nostro pianeta.  Alcune stelle,  quelle a neutroni   ruotano nel loro asse 100 volte in meno di un secondo.  Se questo accadesse  nel nostro pianeta vedremmo 100 albe e 100 tramonti in meno di un secondo.

Il fatto è che l’esistenza non significa vita che scorre .  L’esistenza è una cosa, la vita è un’altra cosa. Spesso confondiamo,  un sasso esiste, certo non vive.  Sappiamo che possono esserci universi dove le leggi fisiche sono completamente diverse dalle nostre. E il tempo, come noi lo percepiamo,  avrà un  altro significato. Invece ha senso il concetto di spazio/tempo che individua una dimensione ancora da comprendere a fondo ma che  ci consente di vivere questa realtà fine a se stessa, senza incasinarci in riflessioni impossibili. Sia chiaro che quando si nasce, si vive e si muore e la cosa finisce lì. Ma insisto: dovete essere certi che non abbiamo una sola vita, ma moltissime  e tutte nello stesso eterno momento.

Una prova la ebbi qualche mese fa quando attraverso la mia radio i soliti “amici” mi dissero che c’erano, per quanto potevano averne prova, cinque Massimo, per la verità dissero:” Tu sei  il quinto” e replicai il quinto di cosa? Risposta: “di te”. Altre volte accadde che sentii la mia voce alla radio che farfugliava o meglio borbottava.

Cerchiamo di capirci. Molti appoggiano la teoria del big bang. Provate a chiedervi cosa c’era prima di questo big  bang.  Andrete in pallone. Cosa c’era prima del big bang? Già la domanda è viziata perché cita un c’era  ovvero qualcosa, ma non è concepibile, anche dire che non c’era nulla, non è una risposta. Potrebbe essere una risposta un non  spazio/tempo  ma potrebbe essere un’illusione, una finzione. L’unica cosa ovvia è aprire la mente e il cuore e “sentire”. In questa realtà non abbiamo l’esperienza per rispondere. Ma qualcosa per convivere con questi interrogativi possiamo fare. Si può fare un training, atto a rimettere in moto quella parte del cervello addormentata che traduceva in pensiero la voce dell’anima che è anche vibrazione. A nessuno è negata questa possibilità, basta volerlo e credere. Non siamo mai stati  soli. In questa realtà come in altre,  ci sono vite aliene, oltre alle nostre.

Riguardo agli alieni, al di là della montagna di baggianate che si leggono e di falsi video e foto, loro ci sono. Ora che siano o siano stati presenti nel nostro pianeta e nella nostra linea temporale, questo, ci crediate o no per me è assolutamente vero. E non manca molto “tempo” per avere una conferma ufficiale della presenza di vite aliene. Quindi preparatevi per il notizione. E non abbiate paura che questi alieni vengano per farci il mazzo o ridurci a mandria da macello o mucche da latte ( energia), lo avrebbero già fatto. Anche se rispetto a certe razze evolute, siamo poco più che preistorici, siamo protetti, poiché è anche vero che alcune razze sarebbero di natura conquistatrice. Ma la fratellanza universale  che guarda a tutte le razze aliene con rispetto,   ci difende. E tutto sommato innescare uno scontro galattico, per conquistare meno di un granello di sabbia nel Sahara, seppur pieno di energia, non conviene a nessuno. Poi si sa, che ci sono gli squilibrati e quelli probabilmente sono tenuti sotto controllo.

Ma tornando a noi dico che ogni e sottolineo ogni, fenomeno “paranormale” può essere spiegato e senza essere terrorizzati dagli spettri o fantasmi (che non esistono proprio). Personalmente non ho proseguito con l’ esperimento  di Scole  e Norfolk (UK) , poichè dopo la mega  imbeccata iniziale che ha aperto gli occhi e la mente a più di qualcuno, non si era capito che il percorso doveva essere indiviuale e questo sembrerebbe  un contro senso, per arrivare alla fine  a creare una  mente collettiva.

Ogni individuo è uno ma  deve essere consapevole di essere anche tutti.

Arthur Rimbaud

Quel genio di Arthur Rimabud a 17 anni disse: “a me non basta essere me stesso, io devo essere tutti!”.

Il lavoro fatto dagli espolaratori di realtà si prefiggeva di aprire le menti e non soddisfare le curiosità. Poi alcuni di noi ogni tanto scivolavano nel paranormale di tradizione e allora ho pensato che avevamo più o  meno fallito con il nostro intento. Di riscontri ne abbiamo avuto a centinaia, molti non sono stati mai fatti ascoltare. Ma se il risultato sarebbe quello ottenuto fino ad ora, vieterò a qualunque esploratore  di realtà di postare registrazioni segretate.

Personalmente ho delle registrazioni che nessuno e dico nessuno ha mai ascoltato né mai ascolterà.  Ho cercato ai miei colleghi esploratori di dare delle indicazioni, spacciandole per mie, ma non tutti hanno colto.  Essere esploratore di realtà doveva essere rappresentare l’inizio di uno studio diverso, atto a consapevolizzare gli altri, ma devo dirlo: abbiamo fallito, non abbiamo centrato l’obbiettivo e posso dire ora che mi era già stato detto che non ci sarei riuscito. Ma ero testardo e speravo che un gruppo avesse la capacità di coinvolgere altri nella ricerca del vero. Ora quel che resta è un piccolo elenco di accadimenti che puntualmente si iniziano a verificare, semplicemente  perché sono già accaduti e almeno io sono vicino a una verità.

MVR

 

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