La Paura e il Paranormale

La Paura e il Paranormale.
Ciò che veramente hanno in comune è soltanto il “PA” come inizio di PArola.


Eppure Il paranormale fa paura, a me ha fatto paura tra i 14 e i 19 anni. Quando mi sono fatto prendere la mano dalle sedute medianiche. All’inizio fare un planché ( il famoso piattino o bicchiere) mi divertiva, tanto che ricordo che lo facevo pure da solo, anche al cinema. Mi ero fatta una micro tavola ouja e comunicavo o pensavo di comunicare con spiriti usando una moneta da 100 lire.

La paura mi venne quando iniziai a fare sedute medianiche con veri sentitivi medianici italiani e stranieri che venivano diciamo in “tour” nel paese.
Ero il più giovane e già allora benché preso dal terrore, cercavo di scoprire se c’erano dei trucchi.

Ho veduto apporti, uno in particolare durante una seduta medianica fatta verso le 16.00 in un giardino. Quindi con totale presenza di luce.

Il medium provocò un’apporto e un mazzo di chiavi ottocentesche cadde dal cielo sul tavolo.

Dato che ero diffidente, questa volta al chiuso, mi ero seduto accanto al medium per controllare che non facesse trucchi ovviamente. Oltretutto questo signore per caso da poco si era reso conto di essere un sentitivo medianico e quindi si prestava molto spesso a fare il medium. Era un pittore veneziano, grosso e alto con una folta barba.

Chi conduceva la seduta era uno scafato, uno del gruppo 77 di Firenze. Beh per farla breve, lo spirito che entrò nel medium non era uno stinco di santo e dichiarò di essere stato impiccato in una località del Cadore e se non ricordo male all’inizio del 1700 o fine 1600 e ci indicò anche dove avremmo potuto trovare documenti a riprova di questo con tanto di nome cognome, reati commessi e condanna a morte.

levitazione di una sedia durante una seduta medianica

levitazione di una sedia durante una seduta medianica

Al di là che una prova del genere non è che mi convincesse, poiché potevo pensare che qualcuno o lo stesso medium poteva essere andato qualche giorno prima a spulciare tra i documenti dell’archivio di cui parlava e costruire poi una storia; quello che mi convinse dell’autenticità della seduta,  furono i segni bluastri  di una grossa corda intorno al collo del medium che gli apparvero lentamente durante la seduta e gli andarono via dopo oltre una settimana.
Devo dire che in quel periodo ne ho viste di tutti i colori . Tanto che per mesi non riuscivo più a dormire.

Mi sono trovato  anche di fronte ad un amico che dopo una seduta cadeva in trance da solo, persino in pizzeria, spaventando tutti. Fece volare oggetti nel mio garage, avvertendomi prima quali avrebbe mosso.

Un’altra volta un altro ragazzo che aveva la mania di mordersi continuamente la nocca del pollice destro tanto che si era formata un’escrescenza, sotto ipnosi, (credo) raccontò  come fosse al presente, che la croce che portava al collo era di un suo amico di infanzia, investito da un auto e morto all’istante a 8 anni.  Erano insieme quel giorno con le rispettive madri, il mio amico chiamò il ragazzino che si fermò e si voltò verso l’amico in mezzo alla strada  e venne investito. Qualche tempo dopo la madre del ragazzino defunto regalò a questo mio amico la croce che portava al collo e che aveva l’abitudine di tenere tra i denti. Anche quando fu investito aveva la croce tra i denti e potei notare i segni sulla croce d’oro, provocati  dall’impatto. Il mio amico da quel giorno, inconsapevolmente si ritenne responsabile della morte dell’amichetto, sotto ipnosi si sentiva totalmente responsabile, ma da quel momento cominciò  iniziò a mordersi la nocca del pollice. Lo stesso amico dopo una seduta medianica particolarmente attiva con il medium di cui ho scritto sopra,  a tratti ( ed era il secondo) spontaneamente  cadeva in trance e manifestava un’entità nata in Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate, ho rimosso mentalmente il suo nome perché si dichiarò un demone.  Assieme ad altri amici decidemmo di portarlo in chiesa. Fu orrendo. In cinque non lo riuscivamo a trascinarlo verso la porta, finché con grande sforzo entrammo e il prete volle stare solo con lui. Da quel giorno le manifestazioni spontanee  si fermarono, poi dopo qualche mese, ci perdemmo di vista. Tutte cose che con il senno di poi, non mi hanno insegnato nulla, non mi sono arricchito né spiritualmente né mentalmente.

Ho capito che le possessioni di entità maligne o demoniache, possono avvenire per molte ragioni: depressione, profondi sensi di colpa, grandi delusioni, aver fatto cose discutibili e conosciuto persone discutibili, nonché aver subito  maledizioni e fatture. Ma su tutto non aver amato se stessi e gli altri. Però da quel giorno io non ritenni utile partecipare a sedute spiritiche o medianiche. Quel che mi restò è che sviluppai molto di più quello che oggi definisco “sentire” con una serie di fenomeni che potrebbero condurre all’ipotesi di trance lucida, cosa dettami non molto tempo fa.

Una trance lucida non voluta e controllata, può anche durare il tempo necessario di produrre il fenomeno, anche solo per alcuni secondi. Onestamente non credo di essere stato e essere un sentitivo medianico anche se alcuni fenomeni riesco a produrli anche adesso. Ma se dopo oltre trent’anni che sguazzo nel paranormale, significa che questo devo fare, solo he oggi ci sguazzo non più per curiosità ma per studio e ricerca per dimostrare che i nostri 5 sensi sono limitatissimi, per dimostrare che esistono 11 dimensioni, universi paralleli, diversi e coincidenti, che può essere possibile aprire in modo strumentale una comunicazione,  che esistono nell’essere vivente  mente/spirito che ci identificano e dimostrare che tutto e tutti abbiamo la stessa anima.

Ricordo anche che la prima volta che ascoltai una registrazione. Fu in casa di un’amica la cui madre registrava con un Revox a bobina la voce del figlio morto in un incidente stradale, avevo 16 o 17 anni.Revox

Conobbi anche un collezionista di grammofoni che giornalmente parlava con il figlio defunto. Poi a 20 anni la svolta. Assieme a due amici si iniziò a fare delle indagini paranormali. Eravamo dotati di registratore a cassette Phillips, di una Polaroid con il flash e con della farina e il necessario passino. Usavamo la farina perché costava meno del borotalco e serviva per rilevare eventuali orme di spiriti. Soltanto una volta vidi delle impronte sospette: piccoli tracce di piedi, in una casa abbandonata da tantissimi anni. Comunque era una dotazione di tutto rispetto visti i tempi. Ma sapevo che le nostre intenzioni di “studiosi” erano mosse da un’irrefrenabile curiosità. Mi sono chiesto spesso perché ho cominciato a interessarmi al paranormale e allora la risposta era più o meno questa:” Perché la vita che vivevo non mi interessava più di tanto”.

Capivo chiaramente che la strumentazione era di bassissimo livello. Benché qualche risultato lo avemmo. Le cose serie iniziarono quando Acquistai un registratore DAT (Digital Audio Tape) messo in commercio nel 1987 circa. Era l’inizio del digitale. Inoltre ero anche radioamatore con tanto di patente e licenza e dunque avevo familiarità con le bande di frequenza. Allora però non pensavo di usare una radio per tentare una comunicazione con l’altro mondo, oggi meglio dire: altre dimensioni e altri universi.
Anche con il dat i risultati erano scarsi.
Non esistevano software per amplificare e pulire i segnali i segnali e l’hardware costava un botto.
Ma la mia posizione fin da allora cambiò perché al posto della curiosità la voglia di ricercare prese il sopravvento e con lei la paura scomparve. Il paranormale fa paura se lo affronti in modo sbagliato, la curiosità va bene ma deve essere contenuta e sempre più contenuta. Bisogna essere pragmatici e possibilisti, ma giammai creduloni e soprattutto non costruire teorie se non sono frutto di studio profondo e  reale sperimentazione. Tra qualche giorno si conoscerà il primo strumento multi funzione progettato e realizzato per la ricerca paranormale. Sarà un’evoluzione nella ricerca alla portata di tutti.

Massimo Rossi

 

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIntumblrEmail
20

Lascia un commento