La tecnologia esiste anche per il paranormale!

Bisogna essere un po’ scettici. Credetemi, è giusto.

Il che non vuol dire che ogni fenomeno apparentemente inspiegabile, sia una burla o studiandolo capire invece che è spiegabilissimo. La fenomenologia paranormale è un fatto acquisto. Esiste: è realtà. Ma da qui poi partono una serie di leggende, bidoni, trucchi fotografici e filmici che hanno avuto il deleterio effetto di “ridicolizzare” il paranormale.

Quindi oggi avvicinarsi al “ mistero” che mistero non è, deve essere cauto, quasi diffidente, ma aperto ad ogni possibilità.

A livello di ricerca,  i passi in avanti ci sono stati, delineando anche limiti che oggi è impossibile infrangere.

Se mi chiedessero se credo ai fantasmi, la mia più sincera risposta sarebbe: ”non lo so”. Eppure il sottoscritto ha una montagna di EVP senzienti, ha avuto colloqui, risposte del tutto pertinenti, suffragate non solo dalla traccia, ma collegate anche a variazioni di campo elettromagnetico e di temperatura. Ebbene nonostante tutto ciò, posso solamente dire di aver tracciato eventi paranormali, dopo aver fatto tutti controlli possibili,  la cui origine però non è ancora certa.

Se poi personalmente mi venisse chiesto se  credo  esistano entità non meglio definite, aliene incluse, senzienti, in grado di interagire con il nostro piano esistenziale o meglio con il nostro universo, beh tranquillamente risponderei:”sì ci credo”.

Ma che un’entità mi dica: “ Je suis Napoleon Bonaparte” questo a me non dà nessuna certezza, né mai l’avrò, ma non posso non considerare la possibilità che sia veramente il Bonaparte. Neppure se quest’ultimo mi raccontasse per filo e per segno un fatto effettivamente documentato. Qualunque prova data dall’entità non ha valore per un ricercatore. Vale solo dimostrare che  quel: “Je suis Napoleon Bonaparte” è un fenomeno la cui natura è definibile come paranormale. Ora so bene che molti si avvicinano alla  così detta “metafonia” perché soffrono di una mancanza affettiva.

Ma prima di tutto bisognerebbe capire se questa mancanza è reale oppure no.  Sarò criticato da coloro che soffrono, ma io in tutta onestà dico che si soffre di una apparente mancanza, soffre e tanto, poiché non  è più soltanto percepibile dai suoi e nostri sensi. Ma la condizione che non sia più percepibile non significa che chi “non è più” sia  morto, scomparso.  Nulla muore, cambia di stato certo, ma non si muore.  Esistono realtà diverse, espresse in un numero immenso di universi diversi, taluni coincidenti se non addirittura sovrapposti e dove il tempo e lo spazio sono solamente convenzioni. Ovvio che è dura da digerire, siamo abituati e limitati dalla percezione della nostra realtà soggettiva:  a vedere il sole nascere ogni giorno, a gioire alla nascita di una nuova vita a piangere per una vita che termina. Questo fa parte del nostro percepire, che non ha nulla a che fare con il “sentire”. Ora non devo convincere nessuno di ciò che ho scritto sopra, ma dire che finalmente attraverso determinati strumenti ( che non pensano né hanno emozioni né esprimono pareri) possiamo in qualche modo avere testimonianza, questo lo affermo senza temere smentite. E per chi vuole avere un contatto con qualcuno non più percepito ed essere personalmente certo della sua identità  che aveva quando faceva parte della nostra realtà, tutto questo è possibile ma molto soggettivo e capisco e ho profondo  rispetto per coloro che hanno transcomunicazioni dirette con  i propri cari.  Ma è finito l’arrangiarsi, è finita l’era della cassetta e del nastro magnetico e della penna strofinata e del rubinetto dell’acqua aperto  che generano “noise”. Arroccarsi nei vecchi sistemi, significa non avere il coraggio di cambiare,  di non  guardare al presente e al futuro, non avere il coraggio di accettare le nuove tecnologie che sono state adattate per una transcomunicazione strumentale sempre più efficace.

Le camcorders a infrarosso, sono state soppiantate da quelle a ultravioletto, i registratori sono digitali e non più analogici. Più di trent’anni fa si andava a far ricerche con la polaroid e il flash, con il registratore a cassette,  con la farina e il passino per vedere se poi si evidenziavano tracce, ora si usano gli EM meters, si usano telecamere a ultravioletto e registratori digitali a 4 tracce . Non si catturano più EVP appoggiandosi a una radio in onde corte con una buona portante. Possiamo scandire la frequenza a tempi regolati da noi, anche se nel frattempo abbiamo capito che una scansione molto veloce, dà più certezze.  E invece si sente più o meno dire facendo un esempio: no grazie, la tecnologia in TV non mi interessa, guardo ancora la televisione a tubo catodico e in bianco e nero e a me sta bene così.

Ma perché? Se ora  esistono televisori spessi un centimetro e led e a colori praticamente simili a quelli veri?  Siamo andati sulla Luna e andremo su Marte e tra cent’anni  i nostri pronipoti vivranno anche lassù o nelle profondità oceaniche. Tutto questo continuo sviluppo tecnologico include anche il paranormale. E vi garantisco che a breve ( meno di un anno) apparirà uno strumento rivoluzionario che cambierà  radicalmente la ricerca sul paranormale e renderà più facile ma molto efficace anche il  “fai da te”.

In questo momento, mentre vi scrivo sento dei colpi anche forti da dentro un armadio. Cosa dovrei impaurirmi? Ma certo che no.  So perfettamente che farsi sentire da  altri in piani di esistenza differenti (universi) è più facile per loro che noi farci sentire andando dove stanno o aprendo noi  finestre spazio temporali . Per assurdo potrei essere io in diverso universo che tento di farmi sentire da me stesso in questo universo. Pazzesco vero?  Sì pazzesco ma credibile. Se  dunque è possibile “viaggiare” in  diverse dimensioni, rivedere i nostri cari o il buon Napoleon Bonaparte ad Austerlitz o  cominciare a sentirli come al telefono, come fossero solamente lontani un migliaio di chilometri, non sarà  più fantascienza, ma  dobbiamo sforzarci per primi noi a non restare nella preistoria.

 

massimo rossi

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIntumblrEmail
18

Lascia un commento