Le ragioni della ricerca paranormale

Amici, vi dirò che ricercare nel paranormale non è diverso dal tentare di capire cosa siamo e come noi esseri umani ci collochiamo nel sistema dei sistemi che governa un numero di universi impossibile da definire ma senz’altro non infinito.

Non ho alcun dubbio che avere prove documentate di qualcosa di vivente oltre alla vita in questo pianeta ma soprattutto in questa dimensione, è un lavoro difficile, spesso complicato e incerto, ancor più difficile tenendo presente l’aspetto negativo della presenza  di  persone senza scrupoli, ovvero millantatori che sanno di esserlo, nonché persone in buona fede convinti di possedere chissà quale potere psichico  in grado di aiutarvi ma  non so ancora in cosa,  e la produzione semi casereccia di apparecchi la cui utilità è limitata al fatto a sottrarvi denaro.

Ho più volte detto che mi sento responsabile di non aver prima messo a disposizione di tutti parte di quella conoscenza che mi son fatto in oltre 30 anni di studio e sperimentazione. Non mi interessava molti anni fa’ smascherare truffatori, finti medium e maghi e fattucchiere che con la truffa estorcevano soldi a povere persone in preda al dolore per la mancanza di un loro caro.

Ero già preoccupato e impegnato a non mostrare il mio interesse nel paranormale e non farmi tacciare come matto o scemo o credulone.

Dopo oltre 30 anni  che posso affermare?

1. Esistono certamente piani esistenziali differenti, o chiamateli universi o realtà diverse.

2. Esiste la condizione che tutto ciò abbia un file rouge che riassumendo è l’anima

3. Esiste la concreta possibilità di avere segni e comunicare tra piani esistenziali, universi o realtà diverse.

4. Esistono modi di vivere differenti, indipendenti, interdipendenti e atemporali-spaziali. Dove il tempo  e lo spazio come noi lo concepiamo non hanno senso.

5. La tecnologia è un supporto sempre più   indispensabile per ridurre il gap che separa i diversi piani esistenziali e anche  per smascherare i furboni.

6. Nella mia ricerca paranormale non cerco cose che mi stupiscano ma che mi confermino che l’essere umano ha una sua precisa funzione nel grande sistema, che esiste dell’altro, del moltissimo altro  e ciò che i nostri 5 sensi ci fanno percepire come realtà soggettiva è una parte inverosimilmente piccola di ciò che è la realtà o le realtà oggettive, dove comunque “sembriamo” essere  collocati.

Spesso penso se un microbo sa di esserlo o un atomo sa di essere tale e se una stringa conosce la sua funzione del perché esiste per ora in teoria.

 

Il nostro sistema solare dopo che si formò rimase lo stesso. Ma il sig. Galileo Galilei costruendosi un cannocchiale ( hi tech all’epoca nel 1610) vide intorno al pianeta Giove, satelliti. Ma i satelliti ruotavano intorno a Giove miliardi di anni prima che Galieli li scoprisse  con il suo cannocchiale.

La differenza  tra il “ normale” e il “paranormale” di fatto non c’è.

Ma esiste la ricerca la volontà di scoprire e capire tutto il capibile che fa la reale  differenza.

La conoscenza, la testardaggine, l’esplorazione dell’enormemente grande o piccolo.  Avere in mente lo scoprire l’ignoto o lo sconosciuto  è avere in mente noi stessi.

Possiamo fare a meno di sapere alcune cose. Cosa ci cambia sapere che  esiste  un  gigantesco esagono sul polo di Saturno grande  4 volte il nostro pianetino che potete vedere come foto del post.  O del suo satellite naturale Encelado con un diametro di 500 km, che  pareva morto e invece ha  pennacchi d’acqua  e idrocarburi? Apparentemente nulla.

Ecelado

Encelado

Ma non è vero.

Il voler sapere e scoprire e conoscere è una condizione indispensabile  per confermare soprattutto cosa e perché  esistiamo.

 

Non ci cambia la vita sapere di Saturno e di Encelado, ma ci fa sentire quanto siamo così incredibilmente minuscoli ma sempre importanti… perché facciamo parte di questo tutto visibile e facciamo parte anche del non visibile e quest’ultimo non è cosa da poco. In questo universo è stata definita: “materia oscura” ed è il 90% dello stesso, il che significa che noi vediamo e percepiamo il 10%.

 

E che il solo esistere ha un suo perché che va ben oltre la semplice osservazione di ciò che seppur  vicinissimo,  lontanissimo e invisibile agli occhi,  ci circonda.

massimo r.

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