L’État c’est moi!

Per ragioni  d’interesse personale come esploratore di realtà, che esulano però dai  focus del mio blog, vi parlerò di come si viveva realmente e quali problematiche esistevano nella vita dei nobili che abitavano Versailles e zone limitrofe  in Francia nel regno di Luigi XIV, il Re Sole. Quello che disse: “L’État c’est moi! . Lo Stato sono io! Frase detta intorno ai 14 anni.

A tutti sarà capitato di vedere qualche documentario o film o serie televisiva su Versailles e le vicende legate ai regnanti. Ma nessuna mostra e soprattutto racconta  in modo chiaro gli usi e i costumi tra il seicento e il settecento in quel castello.

Intanto c’è da sapere che la costruzione di Versailles e dei suoi giardini durò oltre 30 anni. Vi lavorarono anche con turni di notte 24/24,  domeniche incluse, quasi 15.000 operai e ne morirono oltre 3.000. E tutto ciò è cosa nota. Ma vi hanno nascosto parecchie cose perché meglio non saperle.

I costi si decuplicarono rispetto al progetto originale a spese del popolo francese che venne ipertassato anche per finanziare guerre. Il povero Colbert ministro delle finanze  che aveva il compito di controllare i conti,  dovette piegare la testa al Re,  anche quando le casse erano vuote e si era vicini alla bancarotta.

Versailles

Versailles

Versailles all’interno del palazzo poteva ospitare oltre 3000/4000 nobili e 7000/8000 servitori. E i nobili furono costretti ad abitare lì poiché in questo modo il Re poteva tenerli sott’occhio. Infatti l’intrigo, il complotto, lo spionaggio, l’omicidio erano all’ordine del giorno e spesso oggetto era proprio il Re o uno dei suoi ministri.

La totale mancanza di pulizia e igiene, aveva reso incredibilmente difficile viverci dentro. Una puzza nauseabonda si avvertiva in ogni stanza o salone. E non si dimentichi che la privacy era pari a zero. A Versailles  non eistevano corridoi, quindi per andare da una stanza ad un’altra bisognava attraversare anche quelle che le separavano.

Il Re in testa, venne perseguitato da ogni genere di malattia e disturbo. I nobili facevano i loro bisogni in qualunque sala o camera  si trovassero, si pulivano il naso con i tendaggi. L’igiene personale praticamente non esisteva né per gli uomini né per le donne. E questo portò notevoli disagi e la presenza a corte anche di ciarlatani che provavano a curare, ben pagati,  determinati disturbi con pozioni che non servivano a nulla.  L’omossessualiltà e la bisessualità  erano almeno  ben accettate, più che adesso, soprattutto perché il fratello minore  del Re, Filippo I di Orleans non nascondeva i propri gusti, preferendo gli  uomini alle donne. Comunque si sposò due volte ed ebbe figli e nipoti per assicurare  una discendenza regale.

L’acqua era ritenuta pericolosa per la salute se non bollita,  infatti era  inquinata,   per cui un nobile se era tanto, poteva fare tre o quattro bagni nell’arco della propria vita. Il Re sole,  è documentato, ne fece soltanto due e morì straordinariamente vecchio intorno ai 76 anni per una cancrena ad una gamba ( la sinistra) che i medici di allora pensavano inizialmente essere sciatica. Ma già da un paio d’anni si muoveva in carrozzina spinto da due servitori.

Luigi XIV soffrì di un’infinita serie di disturbi e malattie  fin da bambino. La sua salute è documentata in un libro dove vengono elencati tutti i suoi  danni fisici anno per anno e i rimedi adottati che poi tanto rimedio non portavano e spesso peggioravano  il quadro clinico del Re.

Luigi XIV a 10 anni  1648

A  nove anni,  fu colpito dal vaiolo,  in età diverse  due trienni  di continua e copiosissima diarrea, capogiri, forti mal di testa, insonnia persisente,  perdita di tutti i denti tolti dai dentisti regali e uno di questi  gli procurò anche la distruzione di mezzo palato (il tutto  senza anestesia perché non era stata inventata), era noto che il suo fiato facesse vomitare, crisi epilettiche, sonnambulismo, scolo, dermatiti  varie.  A trentacinque anni , durante l’assedio di Calais, una febbre tifoide gli causò la totale perdita dei capelli e rischiò di morire, a 47  fu sottoposto a una dolorosissima  operazione chirurgica ( ricordo ancora senza anestesia), a causa di una fistola anale originata da un ascesso; per la fistola il chirurgo inventò un bisturi  ad hoc, che prima però venne sperimentato tra i poveracci  fistolosi, almeno una settantina, molti dei quali morirono. A 48 fu colto dalla malaria e nella vecchiaia dagli inevitabili acciacchi dell’età: reumatismi, gotta, coliche renali, peggiorarono disturbi digestivi.

Al  Re  gli vennero praticati oltre 2500 clisteri, anche 5 in un  giorno, ma non pensate solo di acqua bollita, ma con diversi prodotti. Il lavaggio intestinale sembrava essere la cura per molti disturbi,  dato che il Re non aveva nessun problema a farsi fare un clistere al cospetto di nobili e dignitari che imitarono da bravi cortigiani  il suo esempio per rendersi graditi e farsi notare. E il clistere divenne una moda a Versailles. Per  molto tempo dilagò l’uso di veleni e di quelli che oggi definiamo afrodisiaci, i primi  per accelerare eredità  o per rendere vacanti cariche politiche, o togliere di mezzo qualche ricattatatore,  i secondi perché forse ce ne era proprio bisogno data la scarsa bellezza delle dame e anche degli uomini. Per quanto riguarda le nobildonne, non si lavavano praticamente mai le parti intime, solo le prostitute lo facevano. Ogni nobildonna era onesta e desiderabile se puzzava. (Pure a Giacomo Casanova e Napoleone Bonaparte piaceva la donna con i suoi odori naturali).  Sotto il vestito la nobildonna aveva un sacchetto riempito di erbe per attirare i pidocchi che erano i veri padroni di Versailles, oltre che nelle persone imperavano nelle parrucche, nei letti. E dopo i pidocchi, i ratti erano in gran numero. In estate le zanzare non lasciavano tregua e d’inverno benché si accendessero tutti i caminetti, il vino ghiacciava nei bicchieri e nelle brocche. Un anno in particolare fu così freddo che a Parigi il vino per venderlo al dettaglio, si tagliava con l’accetta a piccoli blocchi.

 Versailles Sala degli Specchi

Versailles       Salone  degli Specchi

I pranzi e le cene a Versailles erano molto abbondanti. Così come lo erano le  amanti  del Re, che ritratte in dipinti  sembravano  in carne, mai magre,  in realtà erano obese. Alcune non riuscivano neppure a salire più  in carrozza. Mentre nel resto di Francia e in particolare a Parigi, si soffriva letteralmente la fame.

Versailles viveva una realtà a sé e onestamente vista da fuori oggi, era assai sporca brutta, dissoluta, distorta e volgare.  Il sogno del Re Sole, di realizzare un luogo o meglio un castello che aveva il compito di stupire i regnanti stranieri e mostrare la grandezza  e l’assolutismo del Re, era una vera lungimirante  visione, solo che dal sogno alla realtà le cose si complicarono moltissimo.

Nel famoso salone degli specchi, poteva accedere chiunque,  un popolano  poteva aver la fortuna di incorciare il Re e parlargli e di solito erano lamentele per fame, mancate pensioni, tasse, soprusi e via dicendo.

Duchessa Luoise de la Valliére prima Amante di Luigi XIV

Nella reggenza di Luigi XV bisnipote del Re Sole,  il salone degli specchi veniva attraversato giornalmente anche  da mucche e capre per offrire latte appena munto alle figlie del Re.

La Marchesa di Montepsan

La Marchesa di Montepsan seconda amante del Re Sole

Tutti i ritratti dei nobili francesi durante  quel periodo abbellivano la persona immortalata nella tela,  notate non c’è un ritratto dove si vede un mezzo sorriso, pure  le dame avevano problemi di denti oltre che andare all’ingrasso. Quando si combinavano dei matrimoni politici, si inviavano ritratti dei promessi sposi, ovviamente erano abbelliti e spesso le attese erano disattese. Un matrimonio politico garantiva la pace, l’alleanza la discendenza e la possibilità di allargare i confini territoriali.

Marchesa de Maintanant

La  Marchesa de Maintenon l’ ultima amante, forse anche moglie.

 

Le usanze a  Versailles imposte dal Re Sole mostravano il suo egocentrismo paradossale… Ogni giorno al mattino a scelta venivano introdotti nella camera del Re dei nobili che  lo vestivano e altri potevano fare colazione con lui, stessa cosa per pranzo e cena e infine ” la messa a letto” dove veniva spogliato.

Le amanti ufficiali del Re  furono tre. Poi si raccontano leggende sulla sua virilità e sul suo “usa e getta di cortigane meteore”,  si vociferò che avesse sposato  in segreto, dopo la morte della Regina, l’ultima amante, la marchesa de Maintenon , più vecchia di lui  di tre anni  e che restò con lui sino alla morte e dalla quale non ebbe nessun figlio.

Quanto alla sua devozione verso il Vaticano anzi a Dio, Re sole presenziò a  oltre 30.000 messe. Lui dichiarò più volte che era stato scelto da Dio per essere Re. Si scagliò contro i protestanti nobili e non. Voleva elevarsi a unico difensore del Sacro Romano Impero e togliere la carica agli Asburgo, anche se la  moglie legittima ovvero la Regina  era spagnola ma  di fatto una Asburgo.

Ma non  interessa parlare di storia se non limitatatamente a ciò che fu Versailles e il Re che la creò e al lato oscuro e poi non ho sentito storie di alieni nel 700 ma di sette sataniche sì e lettura dei tarocchi pure.

 

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