L’umidità nell’aria può essere importante nella ricerca paranormale?

In questi giorni il team di GhostArk  sta valutando se ci può essere una vera iterazione tra una variazione di umidità relativa nell’aria  e una possibile entità. L’umidità sappiamo,  è fortemente connessa sia con la temperatura che con la pressione atmosferica.

Dal momento che si ritiene appunto  che un’entità assorba calore dall’aria, di fatto raffreddandola, al fine di caricarsi di energia e potersi manifestare, non si può escludere che la variazione repentina a scendere dell’umidità (che è un conduttore elettrico), ovvero a diminuire l’umidità di un ambiente,  potrebbe trasformarsi in  un ulteriore dato misurabile  per avvalorare la presenza di un’entità.

Ne deriva che un clima o ambiente  secco potrebbe dunque ostacolare la manifestazione di entità e dall’altro se accettiamo questo principio,  immettendo vapore acqueo in un ambiente  secco o con poca umidità relativa, potrebbe favorire la presenza e manifestazione di entità.  Inoltre fare un’indagine di notte a questo punto non è soltanto preferibile per la diminuzione delle contaminazioni audio ma anche perché di notte l’umidità atmosferica e di conseguenza ambientale, aumenta.

In  Ghostark abbiamo i sensori di temperatura e pressione… Ma perché?

La temperatura e la pressione barometrica sono entrambi metodi di quantificare l’energia delle molecole in aria in qualsiasi momento. La temperatura è la misura della velocità media delle molecole d’aria: l’energia cinetica media delle molecole d’aria aumenta, la temperatura aumenta. Analogamente, pressione barometrica, o la pressione dell’aria è il risultato di molecole in collisione dell’aria. Quando queste molecole si scontrano (energia cinetica), gli elettroni vengono trasferiti e viene creata energia elettromagnetica. Quanto più rapidamente le molecole si scontrano tra loro e altri oggetti, maggiore è la pressione dell’aria.

In teoria, l’energia coinvolta in questi due processi potrebbe influenzare l’energia potenzialmente disponibile per entità paranormali. Leggere e registrare i dati  della temperatura della pressione atmosferica nel luogo di indagine può dimostrare le anomalie o meglio ancora la presenza di entità  attive in relazione a questi tipi di condizioni atmosferico/ambientali.

La legge di conservazione dell’energia afferma che l’energia non può essere creata né distrutta. L’energia può, tuttavia, essere trasferita da un luogo all’altro e da una forma all’altra.  Se come noi crediamo,  le entità paranormali usano energia elettromagnetica per manifestarsi, allora sembra ragionevole pensare che i cambiamenti meteorologici ( che possiamo chiamare anche fluttuazioni energetiche) potrebbero potenzialmente influenzare il livello di attività paranormali in un ambiente.

Si dice che in prossimità di un temporale, durante o  appena concluso le condizioni per fare un’indagine paranormale sono migliori: è vero. Sia perché l’aria si carica di energia elettrostatica ma anche di umidità. Resta ovviamente aperto il discorso che durante una forte pioggia il rischio di contaminazione acustica è notevole. Noi non vogliamo convincere nessuno. Come teorico e ricercatore, conosco gli attuali limiti della ricerca sul paranormale. E sono ancora molti.  Non posso affermare con sicurezza che l’entità siano dei disincarnati ovvero vissuti e poi morti fisicamente. Né posso affermare che i fenomeni apparizionali siano sempre “fantasmi”. Questo nome  ha perso di significato. “Apparizione” oggi identifica meglio il fenomeno paranormale osservato con il senso della vista, riconducibile alla parola: entità.

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Tornando al file rouge dell’articolo, il sensore di umidità non potrà essere inserito in questa versione del GhostArk, ma nella 2 certamente sì. Si sta comunque  valutando se sia possibile fare anche in questa prima versione un’entrata per collegare esternamente il sensore.

saluti a tutti

massimo rossi

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P.S.: ciao Spock, pace e prosperità nella tua nuova dimensione!

 

 

 

 

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