Non esistono i poteri psichici e neppure strane facoltà

Quando parliamo di poteri psichici, resto molto molto dubbioso.  Già la parola “poteri” oggi, non trova reale riscontro nel paranormale.

Prende più credibilità il “sentire” quale strumento dell’anima, in grado di contenere tutto ciò che sfugge alla nostra percezione.

Fenomeni ritenuti di origine psichica, quali telecinesi o psicocinesi, veggenza, medianità, visione a distanza, la stessa telepatia, in realtà hanno origine animistica. Il cervello, anzi una parte del cervello, ha il compito di tradurre il sentire per renderlo percezione e dunque condivisibile all’interno della nostra realtà soggettiva. Bisogna distinguere da mente, anima/psyché, spirito e corpo fisico. Tutte le teorie che si possono leggere a tal proposito  hanno qualcosa di vero poiché tutte tendono verso la stessa direzione anche se con percorsi molto diversi.

Dobbiamo iniziare a comprendere che oltre l’anima immortale, la mente e lo spirito sopravvivono dopo la cessazione delle funzioni vitali di un corpo umano. Il cervello smette di funzionare, così anche la sua funzione di tradurre il “sentire”. Ma a quel punto,  dopo la morte fisica, il sentire non necessità più di una traduzione poiché è inutile la funzione percettiva. L’anima di fatto è una e una soltanto, tutti noi abbiamo la stessa anima, non è identificante, se non in rarissimi casi dove potrebbe essere identificata al pari dello spirito per meriti o demeriti  non ancora chiari di sicura matrice esoterica.

Cosa diversa dall’anima  è dunque lo spirito che invece ci identifica sempre. La possibilità di sentire è di tutti, non è riservata a pochi eletti,  dotati di presunte facoltà. Un ruolo importante dell’anima è data dalla sua propria costituzione: energia/amore e tempo.  So che difficile immaginarsi l’anima fatta in questo modo. Ma il tempo nella nostra realtà è totalmente convenzionale. E’ una specie di grande illusione o se vogliamo un sistema per ordinare e accettare mentalmente fatti, invecchiamento,  morti premature, giorni, mesi, anni, secoli, millenni. Il tempo al di là della nostra percezione non esiste o meglio esiste poiché l’anima lo contiene. Per fare un esempio sciocco possiamo dire che uno spazio in  presenza di un’anima prende forma, diviene misurabile e percorribile proprio perché esiste la forte connessione spazio/tempo. Ma senza la presenza dell’anima non essendoci tempo non esiste neppure lo spazio. Ora per spazio dobbiamo capire che è stato, è e sarà se l’anima ne fa parte. Nella nostra percezione, la mente gioca un ruolo fondamentale e spesso confonde e può giocare brutti scherzi, origina il concetto di male che non ha nulla a che fare con la natura animistica dell’essere vivente e di tutte le cose animate e non.

Il male esiste perché esistono mente e spirito e corpo. Ora non posso escludere che per oscure ragioni e condizioni, anche la mente possa provocare determinati fenomeni apparentemente uguali ad alcuni la cui origine è l’anima. Io non credo a una vera reincarnazione, poiché questo implica l’esistenza del tempo non convenzionale. Credo che anche qui il termine reincarnazione, sia un escamotage esclusivamente mentale, perché è ben difficile accettare che si vivano più esistenze nello stesso momento, seppure apparentemente in tempi diversi. Più volte abbiamo assistito a investigazioni sul paranormale che hanno fatto intendere che ciò con cui venivano in contatto erano entità che stavano continuando la loro vita come fossero nello stesso luogo facendo le cose che per la nostra percezione “ erano state fatte in tempi passati”. Ed evidentemente c’è il modo di aprire delle finestre per avere un contatto con altre realtà coincidenti, ma che in apparenza sono al di fuori della nostra percepibile. Si potrebbe parlare di più realtà soggettive e sovrapposte o coincidenti e multidimensionali in un eterno attimo. Esiste anche un livello di consapevolezza variabile di chi non è più nelle nostre realtà soggettive e continua a vivere in altre realtà fisiche e/o spirituali. Già scrivere “continua” è impreciso. La consapevolezza può in qualche modo essere il parametro che viene definito comunemente  elevazione “spirituale”. Il problema attuale è quello di abbandonare definitivamente  il concetto di sensitivo e di poteri  psichici o facoltà  originate dal cervello  e abbracciare il concetto di sentitivo , ovvero colei/colui che sente attraverso l’anima/psyché e non attraverso i sensi oltre i cinque.

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