Paranormale forse sì forse no

Spesso mi viene chiesto se durante le mie indagini, soprattutto cercando gli EVP, non mi sia trovato in qualche situazione spiacevole. La risposta è sì ma non con gli evp, a parte una volta che alla mia domanda: “ puoi dirmi il tuo nome?” la risposta fu: “il diavolo”.

Sarà stato lui? Personalmente penso proprio di no. Ad ogni buon conto, al di là che una persona creda o meno al bene o al male, ci sono delle regole che mi sono dato per prevenire, per quanto possibile,  spiacevoli incontri.

Io sono credente ma questo non è che sia determinante. Il fatto che creda o meno su qualcosa non significa che quel qualcosa non esista.

La prima regola, fondamentale è quella di non chiamare MAI una precisa entità. Facendolo invece,  in pratica facciamo una vera e propria evocazione e per essere più chiari una seduta spiritica. E si presume  che le sedute possano aprire porte che sarebbe meglio restassero chiuse.

Quindi  se vogliamo fare una sessione di EVP la richiesta deve essere sempre rivolta in modo generico:” Salve a tutti mi chiamo  XY , se c’è qualcuno che ascolta la mia voce e vuole comunicare con me, lo faccia tranquillamente”. Per chi è credente premettere: ”Non intendo comunicare con entità  maligne e bugiarde o mai incarnate ” Raccomandandosi mentalmente la protezione dell’arcangelo Gabriele.

Un’entità può essere incazzata come una biscia, ma questo non significa che sia maligna.

A quel punto ci sono tre evoluzioni possibili:

1-    qualcuno risponde ( entità senziente)

2-    si ascolta una o più voci  o rumori vari ma che non rispondono alla domanda posta ( energie residuali)

3-    Non abbiamo nessuna risposta e non ascoltiamo nulla

 

Nel primo caso dal momento che  l’entità ha risposto , possiamo iniziare a interagire per avere ulteriori conferme:” puoi avvicinarti a queste piccole luci? Non ti faranno alcun male”. Una verde del KII, una rossa del registratore digitale, oppure se abbiamo un misuratore diverso dal KII, indicare con chiarezza l’oggetto. A quel punto possiamo anche cercare di stimolare l’entità non solo a parlare ma a battere dei colpi per interagire meglio, come una seduta al tavolino.  Oppure chiedere di avvicinarsi agli strumenti  di misurazione, facendoli illuminare. Normalmente se durante un’indagine sentiamo colpi, passi, rumori che non hanno un’origine razionale ( bisogna cercare l’origine e cercare di riprodurla), normalmente stiamo ascoltando energie residuali.

Riprodurla significa due cose, che capiamo la dinamica del rumore. Poi dobbiamo indagare se è naturale o meno.  Un’esempio? Sentiamo passi su una scala o su una soffitta, riusciamo a riprodurre il suono, ma non abbiamo capito l’origine dal momento che non c’è nessuno sia in soffitta che nelle scale. Se invece i rumori sono fatti su nostra richiesta, chiedere di ripetere almeno tre volte il fenomeno uditivo, per essere “quasi” certi che non sia una coincidenza.

Ripeto ancora che se la voce o suono  riusciamo ad ascoltarli con le orecchie, non si tratta di EVP, il fenomeno viene chiamato :”voce o suono diretto”.

Spesso per tv assistiamo a delle vere fesserie, dove lo spettatore non riesce a cogliere bene la differenza tra EVP e voce diretta. Qualcuno penserà che un’indagine deve essere fatta in modo freddo e asettico, metto l’attrezzatura e torno dopo un paio d’ore, questo va benissimo per le energie residuali, ma se cerchiamo energie interattive dobbiamo giocoforza essere coinvolti in prima  persona, perché non dimenticate mai che il miglior strumento di “misurazione” siete voi stessi, se però siete obbiettivi.

Si è notato che i modi d’indagine europei e americani sono molto diversi. Noi europei siamo “educati” nelle richieste, gli americani sono più provocatori, asserendo che un atteggiamento quasi aggressivo e canzonatorio possa spingere l’entità a manifestarsi, perché toccata nell’orgoglio. Tutte cazzate. Un’ indagine paranormale deve essere il più possibile rigorosa. Creare un rapporto quasi amichevole, non guasta, ma tenendo sempre in mente che si è ricercatori. Non mi sento un cacciatore di fantasmi, se mai un cacciatore di fenomeni di origine razionalmente non spiegabile.

Spesso e volentieri ho registrato richieste di aiuto. Questo mi ha sempre spiazzato perché non so bene quale aiuto posso dare. La fantomatica luce che alcuni non vedono e su nostra  teorica e immaginaria  indicazione cominciano a vederla, mi sembra un’altra cazzata. La verità  nuda e cruda è che non sappiamo con certezza con quale parte della realtà oggettiva siamo in contatto. Sono propenso a credere che siano altre dimensioni che fanno parte dell’intero sistema nel quale esistiamo anche noi.

Sinceramente non siamo in grado di determinare cosa come e perché, possiamo  assistere e vivere il fenomeno, prenderne atto, ma quanto a spiegarlo con certezza, assolutamente no.

Un’altra mezza cazzata che ho ascoltato in televisione e che certo non farà piacere a coloro che vendono o comprano  ai mercatini, è quella che noi inconsapevoli , magari collezionisti, comperiamo oggetti antichi o vecchi, libri  e manoscritti inclusi,  rischiamo di portare dentro casa entità legate a quegli oggetti. In teoria l’asserzione non è del tutto strampalata, ma neppure una regola fissa. Può accadere che un oggetto abbia energia residuale, a mio avviso qualunque oggetto ce l’ha, ma questo non significa al 99% che ci portiamo a casa un’entità incazzata, una entità elementale e soprattutto che inizia a manifestarsi. Come ben avete potuto leggere,  tutto può essere e tutto può essere l’esatto contrario. Ai ricercatori sul paranormale, spetta il compito di documentare fenomeni che non hanno, per ora, e sottolineo, per ora, una spiegazione razionale.

Se qualcuno mi chiedesse se credo ai fantasmi la mia risposta onesta sarebbe : “non lo so, ma cerco di saperne di più”,

Concludendo in modo ironico: e se i  fantasmi fossimo noi? Potrebbe essere.  Cartesio non sarebbe d’accordo, perché se noi pensiamo noi siamo. Però non aveva la strumentazione che abbiamo oggi, aveva solo un banale specchio e adesso  sembra anche che di là ( ovunque esso sia questo di là potrebbe infatti essere anche qui)  pensano e quindi sono… ma cosa?

 

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