Sopra un abisso capovolto

Ve lo devo  dire. Sono esterrefatto.

Perchè  leggendo quel che scrivono i fisici  della quantistica, scopro più o meno le stesse  cose che mi stanno dicendo da un mese a questa parte gli altri viventi  durante le mie sessioni di EVP e di MVP.

Credo proprio di essere nella giusta direzione ma non vedo la fine di questa direzione. Nel mio ultimo articolo ho parlato di anima e di luce, anima come estensione di Dio che è luce. E accennavo al fatto che l’anima risiede in più forme organiche  nello stesso momento anche se la sensazione è che siano tempi differenti, non sempre è in compagnia della coscienza.

Potrei anche dire che l’anima fine a se stessa sarebbe muta senza coscienza ma è una delle migliaia di ipotesi . L’anima  da sola, non darebbe quelle vibrazioni che sono alla fine il nostro sentire. Il fatto è che un’anima non incarnata non può esistere. Per forza è incarnata.  Ho capito che la difficoltà di “sentire” attraverso l’anima  è il nostro ego, troppo legato al visibile e  quando riusciremo ad addormentare o meglio a prendere le distanze dal nostro ego  e dalla nostra realtà soggettiva, ciò che ora viene impropriamente definito “paranormale” può e potrà  diventare una parte delle leggi della natura.

Leggendo qua  e là ho scoperto che hanno verificato velocità superiori a quella della luce, e non parlo del doppio o triplo, ma di migliaia di volte, se non milioni. riporto quanto letto in un articolo di Giuseppe Parato:

“Nel 1980, due elettroni accoppiati furono separati a Roma presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (I.N.F.N.) e uno dei due venne trasportato (confinato in un contenitore magnetico, con complicatissimi accorgimenti) al C.E.R.N. (Centro Europeo di Ricerche Nucleari) di Ginevra.  A Ginevra fu poi cambiato lo spin dell’elettrone e istantaneamente anche lo spin dell’elettrone rimasto a Roma si girò, come atteso in base al principio di esclusione di Pauli.

Einstein tuttavia, pur avendo teorizzato questo esperimento, non aveva previsto però che il cambiamento dello spin potesse avvenire a distanza (in questo caso 1.000 km) e istantaneamente. Einstein aveva, infatti, proposto questo esperimento solo per dimostrare che, essendo lo spin delle due particelle correlato, è possibile conoscere contemporaneamente tutte le informazioni sulle particelle (posizione e velocità) contraddicendo in questo modo il principio di indeterminazione di Heisenberg.

L’esperimento EPR è stato replicato nei laboratori di tutto il mondo e mostra che quando si separano due elettroni accoppiati, indipendentemente dalla loro distanza, la misura sull’uno corrisponde esattamente e istantaneamente alla misura sull’altro. E’ come se il secondo elettrone “conosca” che cosa stia accadendo al primo indipendentemente dalla distanza che li separa. L’informazione può in questo modo essere trasmessa a qualsiasi distanza e in modo istantaneo. Nel primo esperimento EPR si è stimato che la velocità di trasmissione superava di almeno venti volte la velocità della luce nello spazio vuoto. In un recente esperimento, effettuato a Ginevra da Nicolas Gisin (Baggott, 2003), si è osservata una velocità che, secondo le stime più conservative, è di almeno 20.000 volte superiore a quella della luce e in base alle stime non conservative è di almeno 30 milioni di volte superiore alla velocità della luce”.

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Questo spiega molte cose, veramente molte cose. Il fenomeno della bilocazione o trilocazione forse può essere spiegato.  Prima cosa che quest’universo che sembra così esteso ed è uno dei tanti, ed è fatto per essere percorso. Non ha nessuna logica un’estensione tale se è  impossibile percorrerla, anzi non hanno  nessuna logica la distanza (spazio)  e  il tempo,  ma  se abbiamo velocità superiori di 20.000 volte a quella della luce che sembrava insuperabile allora una logica c’è.

Questo potrebbe spiegare anche i viaggi nel tempo (perchè non esiste di fatto), la possibilità di comunicare con altri piani esistenziali o altre civiltà o realtà parallele abitate da altri noi stessi o da  esseri viventi e non defunti. Oppure defunti nella nostra realtà, ma assolutamente viventi in altre. In ogni realtà si nasce si vive e si muore, ma sono miliardi di realtà.

E superare la velocità della luce, significa pensare all’inconcepibile dove tutto, ma proprio tutto è possibile.

12135-13Adesso bisogna ragionare e riflettere in termini più ampi.  Un ruolo più importante sembra assumerlo la coscienza, il pensiero.  Quando parliamo di conttato con esseri viventi a noi invisibli e viceversa forse, dobbiamo fare delle considerazioni supplementari. Se viviamo numerose vite contemporaneamente, dove l’anima è la stessa, la coscienza dovrebbe essere uniformata alla vite  che si stanno  vivendo. Per cui il pensiero sarà certamente diverso da un uomo medievale o del futuro. Quello che intendo dire è che pur in un tempo percepito  ovvero presente passato e futuro ma che nella realtà è un eterno momento  è la nostra mente che visualizza il panorama esterno e  si uniforma o si adatta secondo la nostra osservazione, però in modo attivo. Ma può essere,  una percezione illusoria, come fosse un ologramma complesso, tridimensionale.

Ma gli altri essseri viventi hanno la stessa percezione? O chi riesce a comunicare con noi  ha abbattuto le barriere delle percerzioni spazio-temporali e la sua mente è in grado di sopportare le numerose realtà che sta osservando e vivendo  e soprattutto è in grado di muoversi  assai più veloce della luce e soprattutto comunicare? Un onda radio elettromagnetica non può avere una velocità superiore alla luce, ma il pensiero sì, può essere simultaneo, immediato a tal punto che il pensare  diviene già  pensato. Che il muovere è già mosso.

Ma ecco nascere altri perché. Se noi non siamo altamente sentitivi, ci affidiamo a strumenti. Ma gli altri esseri viventi a noi invisibili? Non si affidano a strumenti poiché loro sono in grado di ascoltare la nostra voce. La mia sensazione è che siamo tutti appicicati oppure lontanissimi il che non fa alcuna differenza, ma in realtà diverse anche  sovrapposte. Il fatto che non li vediamo, nè sentiamo, è causato dai limitatissimi  range di frequenza sia sonora che visiva  usabile dall’udito e dagli occhi.

Mi rendo perfettamente conto che la mia mente non arriva a un tale livello di oggettività della quale ho netta la presenza, ma non riesco a inquadrarla.

Posso capire i pardossi della quantistica e la fenomenologia nel paranormale e quest’ultima  è oggetto di studio profondo e incessante. Non credo a speciali poteri della mente ma a quelli dell’anima che manda  la sua continua  vibrazione e che taluni riescono a trasformarla in pensiero e poi in  azioni  e parole grazie proprio al cervello. Pur essendo profondamente  connesse anima e coscienza sono molto diverse, forse  la coscienza potrebbe essere  quel che chiamiamo impropriamente spirito, ma qui nulla deve essere  dato per scontato e per verifcato.

In questi ultimi giorni, ho migliorato di molto la qualità delle mie sessioni EVP e MVP,  anzi non è proprio merito mio se mai in piccolissima  parte lo è. So che potrei fare a meno degli strumenti, ma non sono così sentitivo, quindi devo usarli,  nè onestamente vorrei esserlo.  Però anche non volendolo, sono una specie di “ponte”fatto di di corda, sbilenco e instabile sopra un abisso capovolto.

mr

 

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