Spazio e tempo e… l’aldilà

Lentamente mi si stanno aprendo gli occhi. E mi si stanno chiudendo da quanto sto leggendo e guardando da qualche mese a questa parte. La mia testa continua a pensare pensare a riflettere a rielaborare.

Sono come sollevato. Da Einstein a Jung, Pauli, Hawkins, Tesla e molti altri ancora,  tra cui in parte pure la compianta Hack, comincio a rendermi conto  che tutti, in tempi diversi, per una ragione o un’altra orbitano intorno al concetto di realtà anzi in alcuni, delle realtà. Credo che il problema non sia in effetti capire se ci sia un’aldilà, ma convincersi che la nostra realtà è  meravigliosamente e orrendamente nello stesso modo vincolata ai nostri 5 sensi e quindi limitata.

Il cammino sarà  lungo nel nostro concetto di tempo reale,  ma rispetto a quello  trascorso ovvero per esempio dall’età del nostro pianeta ( circa 4,5 miliardi di anni ovvero 1/3 dell’età dell’universo), è un miliardesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di un miliardesimo  di un batter di ciglia. Anche il nascere vivere e morire è ancora più breve di ciò che ho scritto appena sopra. Eppure fin dall’alba dei tempi abbiamo cercato risposte ai nostri perché, ci siamo affidati a divinità, quando non riuscivamo a dare una spiegazione a fenomeni ora dimostrati naturali. Abbiamo una fede anche razionale  perché la stessa fede ci conforta nel non sentire un falso senso di atavico isolamento, avere poi  fede in qualcosa infinitamente più grande e potente di noi, ci consente di sopravvivere senza avere risposte lampanti e in qualche modo sentirici protetti. Quanti oceani di parole scritte  per cercare di dare un senso non tanto alla morte ma alla vita stessa?  Perché non dobbiamo dimenticare che se siamo così impegnati a voler dimostrare che c’è qualcosa dopo la morte, prima dobbiamo capire cosa siamo, perché siamo fatti in un certo modo, perché abbiamo 5 sensi e non 25. Credo che la ricerca paranormale abbia questa prima finalità e obbligo. Dimostrare i limiti della nostra percezione di spazio e tempo, dimostrando che ne esistono da scoprire di ben più ampi. E per questa ragione posso presumenre che chiaroveggenza precognizione non sono assurdità.

Il  passato presente e futuro non hanno definizione se riusciamo a cambiare il punto di osservazione della linea temporale. Immaginate una linea che ha un inizio e una fine da un lato il passato al centro il presente e dall’altro lato il futuro. Ma noi possiamo soltanto vedere la parte della linea che sta appunto nel mezzo, perchè questo ci consentono i nostri sensi. Ma se noi potessimo cambiare la nostra posizione  di osservazione quella linea diventrebbe un punto ed essendo della stessa natura temporale, potremmo vedere passato presente e futuro contemporneamente. Quindi se vogliamo parlare di veggenza, dobbiamo capire quali metodi vengono applicati dal veggente per leggere il tempo. Idem come sopra per lo spazio a tre dimensioni. E’ esclusivamente legato ai nostri 5 sensi, ciò che riusciamo a percepire. Ma dobbiamo ammettere che tutto in realtà è relativo non  soltanto oggettivo.

Capisco che sia estremamente, ma estremamente  complicato slegarsi almeno a livello concettuale dai nostri 5 sensi e dalla percezione di spazio e tempo, non è impresa da poco. Lo so bene questo. Ma i passi si stanno facendo. E’ un anno questo dove le nostre coscienze hanno iniziato un percorso di ricerca sia scientifica che spirituale nel  tentativo di  definire  e poi allargare i limiti nati per questa nostra realtà soggettiva. Scienza e pseudo scienza stanno avvicinandosi finchè si fonderanno e unite a loro volte cercheranno di avvicinarsi a una rivelazione spirituale.

Ogni fenomeno paranormale ha questa funzione: di spingerci a studiare e verificare e dunque accettare la “loro” realtà ben più allargata della nostra, ma non certo l’origine che però, dimostrati i fenomeni,  di conseguenza certamente esiste.

a presto

Adam Kadmon

un po’ di ironia ci vuole….

Massimo

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