Spettri, Fantasmi sono reali? La risposta io ce l’ho. FINALMENTE!

Non mai avuto in passato così tante difficoltà a ricostruire la storia di un luogo in questo caso di Ca’ Dario o Palazzo Dario a Venezia. Ma non è questo il fil rouge dell’articolo. A metà vi dico qualcosa di importantissimo.

Leggendo in molti siti, ci sono delle inesattezze macroscopiche riguardo ai decessi di alcuni che dimorarono nel palazzo dal suicidio, al crepacuore, alla malattia fulminante, all’assassinio… errori di date anche di oltre 100 anni. Sembra quasi che tali errori siano stati immessi da una fonte che o per ignoranza o per poca voglia di fare una seria ricerca, ma ciò ha creato mala informazione che poi altri hanno a loro volta riportato.

Un esempio è la morte di Marieta Dario, figlia del primo proprietario Giovanni, morta certamente a 32 anni, ma non si sa se di crepa cuore, di suicidio o malattia istantanea. Sto cercando delle tracce scritte che dicano come fu il suo decesso.

Non deve sorprendere che Marieta nel 1499 a 26 anni, abbia fatto testamento, in quanto era prossima al parto e a quel tempo sia il nascituro che la madre rischiavano seriamente la morte.

Ma sappiamo di certo che i problemi di presunta maledizione con aspetti posteriori “paranormali” iniziarono proprio con Marieta, la cui tomba era vicina al padre a San Giorgio, ma ora sono scomparse probabilmente grazie a un bombardamento durante la II guerra mondiale. ( ma non interessandomi di questo aspetto, non ho fatto nessuna verifica).

La mia sensazione che qualcosa di malefico a Ca’ Dario ci sia davvero e non son leggende. O perlomeno esiste una forte energia negativa, che poi se lo vogliamo chiamare “Male” o “ demonio”, questo è tutto da vedere e non è certo materia che posso affrontare a cuor leggero.

Non credo neppure che l’energia negativa esista poiché sotto il terreno di Ca’ Dario ci sia stato un cimitero di cavalieri Templari, magari un cimitero sì, ma se è per quello molte delle nostre case, anche se non lo sappiamo, possono essere stati piccoli cimiteri o qualcuno sepolto in un periodo remoto. E poi diciamolo, in tutta franchezza, un cimitero, piccolo o grande che sia, trattiene energia residuale o senziente pure , come qualunque altro luogo, anzi forse anche meno, poiché si arrivava lì già belli che morti. Forse il dolore di chi accompagnava i propri cari può aver generato energia residuale.

E allora perché proprio Ca Dario? E non un altro Palazzo? Per quel che sento sono convinto che bisognerebbe chiedere al progettista del palazzo, Pietro Lombardo e ai suoi due figli.

Vorrei chiedere se quella bella scritta auto elogiativa incisa sul fronte del palazzo lato Canal Grande, sia stata farina di Giovanni o un suggerimento dell’architetto. Giovanni Dario era veramente un suddito fedele della Repubblica, segretario e ambasciatore che trattò uno storico accordo con Maometto II, ma era anche un uomo umile e probabilmente religioso e morì a 80 anni nel 1494. Non me lo vedo a ordinare una scritta del genere. Si può supporre che abbia usato la sua influenza per far commissionare ai Lombardo e anche ai fratelli Bellini la ricostruzione della Scuola Grande di San Marco in cambio di qualcosa. Ma questo ci sta. E non può spiegare la maledizione di Ca’ Dario. Tutto comincia con Marieta, il marito Vincenzo Barbaro, i figli. Per quasi 200 anni non si hanno grandi notizie del palazzo, se non che il testamento di Marieta nel suo testamento del 1499,  impegnava i discendenti a non alienare la proprietà, restò infatti dei Barbaro nonostante la bancarotta di Vincenzo. In questo tempo a parte la morte di un figlio di Marieta uguale a quella del marito, assassinato a Creta, altro non si sa. Tutto riprende dalla vendita dell’immobile fatta da Alessandro Barbaro, con una sequela di bancarotte scandali, suicidi, omicidi, morti quasi improvvise, incidenti per coloro che furono proprietari o parenti dei proprietari o semplici ospiti che soggiornarono per almeno 20 giorni.

L’unico assassinio di cui si ha notizia certa, avvenuto dentro le mura di Ca’ Dario, fu quella avvenuta nel luglio del 1970. Il conte Giordano Filippo delle Lanze, venne ucciso dal giovane amante slavo, in camera da letto. Il giovane riuscì a farla franca e fuggì a Londra dove comunque incontrò a sua volta una morte violenta.

Onestamente trovo mille difficoltà a ricostruire la storia di questo immobile. Sambra voler confondere in un modo o in un altro chi si interessa a lui come ricercatore o storico.

MA ARRIVO ALLA VERA RAGIONE DI QUESTO ARTICOLO.

C’è qualcosa che ho in mio possesso che taglia la testa al toro. Non una,  ma due prove, assolutamente inattaccabili, che dimostrano che in Ca’ Dario qualcosa di veramente “strano” esiste e  quindi anche in altri luoghi in quache  modo deve esistere.

E queste prove non le ho cercate, ma si sono fatte trovare… E vi garantisco che sono due prove assolutamente straordinarie, genuine al 1000%. Posso, se decidessi di renderle pubbliche, farle studiare da esperti, senza temere sorprese.

E sono di una tale straordinarietà che il mondo della ricerca paranormale avrebbe un tale salto in avanti, attualmente impensabile. Ed è per questa ragione che sono titubante ad andare lì perché ormai so già cosa trovo  e i pericoli che a lungo tempo posso seriamente correre.

Non ho bisogno di prove, ma se mai di averne di complementari, di ottenere ulteriori  verifiche strumentali, ma non saranno prove in nessun modo dello  stesso livello di quelle che ho già in mio possesso. Credetemi sulla parola.

Tutti voi restereste a bocca aperta, ( io è una settimana che ho la bocca aperta e sono incredulo, pur sapendo che è pura verità). Tutto ciò che da trent’anni andavo ricercando, io l’ho trovato ed ora  va studiato ancora di più perché i meccanismi sono ancora tutti da scoprire.

E’ come studiare un pianeta come Marte, lo vediamo, siamo sicuri che esiste, che è rosso, ma sappiamo poco della sua struttura, non sappiamo cosa c’è all’interno. Sappiamo che è reale, che sono  atterrate delle sonde inviate dalla terrra e che hanno fatto foto,  non è quindi un miraggio o un difetto di visione, ma Marte  è ancora quasi del tutto sconosciuto.

Cosa è cambiato in me da una settimana a questa parte? Chi mi conosce sa che usavo sempre parlare di entità, un modo per prendere le distanze e sentirmi relativista.

Oggi mio malgrado posso affermare, senza dubbio alcuno, che quelli che vengono chiamati fantasmi o spettri esistono davvero.

Cosa siano esattamente ancora non lo so, quale sia la loro struttura, che tipo di massa hanno, per quale ragione sono visibili ai nostri occhi quindi entrano nella nostra realtà soggettiva, meno che meno, che possano interagire non noi, bisogna ancora dimostrarlo, ma certamente sono un fenomeno reale, direi quasi normale  e non più paranormale.

Qualcuno dirà: ma Massimo, hai fatto sentire degli EVP stupendi che rispondevano a precise tue domande… cos’erano per te, se non voci elettroniche di spirti? La mia risposta oggi è questa, sino a una settimana fa’ il mio dovere di ricercatore doveva dimostrare la natura paranormale di un fenomeno sonoro, escludendo di fatto di non ricercare l’origine perché indimostrabile. Oggi l’indimostrabile è finalmente mostrabile, devo solo ( si fa pe dire) , trovare il collegamento tra la natura paranormale di fenomeni e ciò che può essere la loro origine e soprattutto perché questo è possibile.

Se poi qualcuno dice che vaneggio o sono in preda al delirio… c+–i suoi, non mi importa veramente niente. Le prove in mio possesso, parlano veramente da sole. Io sono del tutto inutile.  E perchè non le rendo pubbliche? Perché oltrre  30 anni di indagini paranormali,  di prese per i fondelli, di far le cose di nascosto, di affrontare nel passato,  lo sbeffeggio di scettici,  di centinaia di migliaia di lire e migliaia e migliaia  di euro spesi in attrezzatura, di scoprire i falsoni, di disilludere  chi  ci voleva credere per non impazzire dal dolore e si faceva truffare da mascalzoni,  di spiegare per quanto possibile il paranormale, ebbene tutto ciò  ha un prezzo.

Poiché conoscere la  verità costa in un modo o in un altro.

ciao a tutti

massimo r.

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