Venezia una città piena di energie residuali e senzienti

Venezia, la conoscono tutti. Vorrei però spiegarvi perché anche, per chi ci crede è una città molto carica di energie residuali e senzienti. Ah premetto io non ci credo, sono sicurissimo.

A differenza di Roma o Verona, che hanno ovviamente una storia più lunga, basti pensare al sotto suolo di Roma, Venezia è nata come rifugio ai veneto/romani che scappavano dai barbari invasori intorno al 450 dc. Cosa non evoca il nome Attila re degli Unni?  I barbari non sapevano nuotare e avevano un’innata avversità all’acqua. Quale miglior protezione che rifugiarsi nelle isole della laguna? Ma ci furono anche i longobardi a dire la loro,  nel frattempo dopo un periodo quasi bizantino, i veneziani vollero diventare più autonomi e con il doge Angelo Partecipazio la sede del dogado veneziano da Malamocco fu portata più all’interno a Rivoalto (Rialto) e iniziò la costruzione  del Palazzo Ducale : sono passati più o meno 350 anni dall’invasione barbarica di Attila.  Ma  da quel momento inizia la storia di Venezia e della sua meravigliosa laguna. Quindi una storia  ben più corta di quella romana, ma molto concentrata e in un area abbastanza contenuta. Venezia vive sull’acqua e conta circa 118 isole collegate da  365 ponti, le altre isole formano l’intera laguna. Noi sappiamo che l’acqua è un buon conduttore, vediamo inoltre che moltissimi edifici soprattutto palazzi, restano eretti da oltre un millennio. L’attuale pavimentazione del centro storico è di trachite (masegni) in passato era solo riservata alla piazza di San Marco, al di fuori, per molti secoli, c’era strada sterrata e ponti di legno. Poi pian piano la pavimentazione fu messa in tutte le calli callette e campi veneziani, talvolta anche in porfido a lastre.

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Scala del Bovolo

Venezia è rimasta  ed è più o meno la stessa da decine di secoli. Quasi ogni muro veneziano ha una storia  passata da raccontare. La Serenissima, così era chiamata la Repubblica di Venezia, non era esempio di grande giustizia per i suoi cittadini. Se avevi denaro, eri quasi sicuro di cavarti dagli impicci, se non lo avevi eri quasi sicuro di avere grossi problemi. La giustizia veneziana era molto rigida, si contano centinaia e centinaia di esecuzioni capitali anche cruente. Di regola venivano eseguite tra le due colonne di San Marco e San Todaro in piazza San Marco, alcune all’interno dei piombi, alcune precedute da torture orribili e  si concludevano con la decapitazione o l’impiccagione e l’esposizione per giorni e giorni del corpo del condannato anche fatto a pezzi e appeso in più parti della città in prossimità di ponti dove ancor oggi si vedono i ganci in ferro.

Gli eretici, se non mandati a Roma, come Giordano Bruno e ancor prima di lui il compaesano Pomponio  Algieri, studente a Padova,  venivano giustiziati in modo nascosto,  annegati nella notte, nel tristo Canal Orfano o dell’Orfano. Due piccole barche raggiungevano il canale veniva messa una passarella tra le due imbarcazioni, veniva appesa una pietra al collo al condannato e costretto a salire sulla passerella, dopo di che una delle due barche si muoveva  la passerella cadeva da un lato in  acqua e l’eretico andava a fondo perché appesantito dalla pietra e annegava.

 

Venezia subì il tormento della peste per ben tre volte nel 300, nel 500 e nel 600, decimando complessivamente la popolazione di oltre 200.000/220.000 unità. Molti furono mandati a morire nelle isole del Lazzaretto Vecchio e Nuovo e se non erano contagiati ma soltanto sospettati di essere stati contagiati,  quasi certamente contraevano il morbo.  Poveglia divenne isola di quarantena per tutte le navi che provenivano dall’Oriente a partire dalla tarda seconda metà del 700. Tant’era la paura della morte nera che la Repubblica se scopriva che qualcuno portava in città beni provenienti dall’oriente prima dei 40 giorni, era condannato a morte e ucciso  davanti al Magistrato della Sanità Veneziana. Ricordo anche l’Arsenale, citato da Dante  Alighieri della Divina Commedia, dove lavoravano migliaia di veneziani a costruire galee per trasporto e per la guerra e dove gli incidenti, anche mortali, agli operai,  erano praticamente quotidiani.

 

Altro capitolo riguarda il pessimo rapporto della Repubblica Veneta con gli ebrei, disprezzati quanto necessari se qualcuno aveva bisogno di prestiti, nobili veneziani compresi. Gli ebrei erano confinati, ma non è dimostrato con chiarezza, nell’attuale isola della Giudecca, dove per altro talvolta scavando, si trovano scheletri immersi nella calce probabilmente gente del popolo  morta di peste.

 

ghetto

ghetto

Si  sa invece che gli ebrei furono confinati nel Ghetto nel sestiere di Cannaregio e dovevano sottostare a  strettissime regole nella vita quotidiana. Nella laguna veneziana oltre alle isole coinvolte nella peste bubbonica e polmonare, il centro storico ha delle calli e callette  o campi con incredibile energia residuale. Si sta ancora cercando di scoprire le ragioni, ma non un sestiere veneziano ne è privo.

Con queste premesse, va da sé che tutta  Venezia abbia una forte energia residuale, favorita dalla presenza dell’acqua, da molti palazzi e case con presenza di calcare e granito.  In definitiva Venezia per i ricercatori del paranormale è una fucina piena di sorprese una stupenda palestra. Riguardo a energie senzienti, escludendo le solite leggende, in alcuni edifici si sa che ci sono da anni e anni.

In alcuni alberghi  ancora in attività, in alcuni palazzi pubblici e privati e case private, ex luoghi di culto,  sia del centro storico che nell’isola del Lido,  di Torcello e di Murano ci sono entità senzienti, vissute sia molti secoli fa sia negli ultimi due secoli. Gli albergatori di Venezia a differenza di quelli USA, non ci tengono a  far sapere di avere i loro hotel infestati, ma sappiamo con certezza che l’attività  senziente   è presente. Visitare la Venezia paranormale è un’esperienza unica.

 

Massimo Rossi

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