Vibrazioni e Multi Dimensioni

Oggi non vi voglio troppo  intrattenere. Ma  mi preme per prima cosa, raccontarvi un piccolo fatto inconsueto accadutomi stamattina appena dopo che mi ero svegliato da un sonno non esattamente pacifico.

Ad un certo punto ho sentito una specie di suono vocale, ma non triste, come qualcuno cantasse a bocca chiusa… Sono abituato a cosette del genere. Talvolta quando scrivo di notte, sento colpi e colpetti che oramai so distinguere da quelli della casa o del vicinato. E mi è sufficiente dire ad alta voce: ” lo so, lo so, che siete qui. Fate i bravi e lasciatemi scrivere e poi dormire”. Immediatamente i colpi e colpetti cessano. Magari è un mio vaneggio, o forse sono io stesso, senza volerlo che provoco i colpi e colpetti, ma alla fine non è questione di vitale importanza se sono io o altri che mi fanno visita.

Ora dopo ora, percepisco e non sento, che ci sono profondi cambiamenti in atto. Stamattina mi ero ripromesso di non tediarvi con nuovo articolo e invece eccomi qua a seccarvi.  Ma voglio essere breve. In sintesi tutta una serie di fenomeni “paranormali”, la stessa medianicità, (uso questo termine per pigrizia) e più in particolare la ricezione di messaggi, da altre dimensioni trova ragione sempre in lei, la meccanica e/o la fisica quantistica. La scienza inizia a spiegare ciò che appariva inspiegabile.

Qualcuno di un gruppo mi ha chiesto, riguardo all’articolo di ieri se veramente avvallo uno dei paradossi della fisica quantistica cioè quello dello stato e autostato. L’osservatore è in grado di mutare lo stato dell’osservato. E quindi in linea puramente teorica, se io felice guardo un infelice, posso cambiare il suo stato e renderlo felice. Rispondo serenamente che avvallo questo paradosso quantistico.  L’indeterminazione nella quantistica va sempre tenuta presente.  E le capacità di un essere umano  con tutta probabilità anch’egli  fatto anch’egli di luce (fotoni) che generano onde che chiamiamo impropriamente vibrazioni, in qualche modo mi portano a pensare che anche il fenomeno di stato e autostato sia possibile.

Esiste però un bel problemino su tutto ciò: siamo incatenati allo spazio e al tempo e credetemi che è limitante più dei nostri poveri 5 sensi.

E soltanto pochi riescono a svincolarsi temporaneamente, da spazio e tempo. Questo spiegherebbe, non ho ancora ben capito il perché e non il come avvenga, il dialogo tra medium e/o canalizzatori e altre “entità” che compongono e non dico “esistono” in altre dimensioni.

Parentesi:  il concetto di esistenza è molto diverso da quello che noi mortali possiamo percepire. Nella multidimensionalità, tale concetto non ha nessun senso, nessuna logica e al suo posto possiamo parlare, non dell’esistere ma di un contributo a formare e riformare continuamente le stesse, almeno penso, dimensioni attraverso l’energia in forma d’onda discontinua e quindi generando  vibrazioni di diversa intensità.

A proposito della parola “vibrazione”, chi mi segue, si sarà accorto che la inserisco per la prima volta nei miei articoli, oggi. Vi confesso però che è una delle prime parole sulle quali ho riflettuto. E non l’ho mai usata per la semplice ragione che l’ho letta e sentita pronunciare  moltissime volte in modo a mio avviso,  errato. A differenza di coloro che sostengono l’esistenza di “vibrazioni” diverse, io sostengo che tale diversità non è altro che l’intensità variabile. Ne deriva che le vibrazioni sono della stessa natura e si differenziano soltanto per la forza che possono avere. Questo poi spiegherebbe il perché di basse e elevate dimensioni. Solo l’intensità delle vibrazioni fa in modo di avere la multi dimensione più vibrazioni  più elevata la dimensione.  Anche se si dovrebbe aprire un  bel bel discorso sui livelli multi dimensionali, poiché c’è dell’altro. Magari sabato prossimo ne  scriverò.

Immaginate adesso  un’onda sonora  emessa da un diffusore acustico verso un cristallo e immaginate ancora,  che quest’onda sonora  sia variabile,  il cristallo vibrerà in modo diverso.  Palese. E adesso provate a figurare  invece due diffusori acustici uno fronte all’altro, separati da una ventina di metri. Entrambi emettono onde sonore variabili, per il concetto di casualità certamente ognuno dei diffusori in questa alternanza di intensità, riuscirà a mandare le sue onde  sonore sino a colpire l’altro e viceversa. Mentre se sempre per casualità generassero onde  sonore per intensità uguali e nello stesso “tempo”, certamente le vibrazioni sarebbero minori, perché se le due onde sonore  fossero  forti in modo uguale, in qualche modo si scontrerebbero quasi annullandosi a vicenda e se deboli non arriverebbero a destinazione. Invece la variabilità consente che entrambi i diffusori possano colpirsi a vicenda e quindi vibrare. Per capiire meglio il concetto di vibrazione e emissione d’onda ( non sono esattamente la stessa cosa!),  osservate una cassa acustica, quando è sotto sforzo. Vibra perchè sta generando onde acustiche , ma le due cose anche se complementari, sono distinte.  Ma se il tempo e lo spazio non hanno logica nella multi dimensione, questa alternanza di variabilità, può anche per assurdo fatalmente  apparirci uguale e  diversa nello stesso tempo, che potrebbe, con un banale esempio, durare da un milionesimo di secondo a 10.0000.000  anni luce ed anche essere continuamente variabile sempre all’interno dello stesso ipotetico range temporale. Ma proprio per la mancanza di tempo e spazio da noi percepiti, soprattutto non è possibile determinare come e quando le onde raggiungeranno i rispettivi diffusori, però possiamo essere certi che avverrà o tra un milionesimo di secondo o tra 10.000.000 anni luce. Ma dal momento che  spazio e tempo  non esistono,  tra l ‘enormente piccolo e l’enormente grande, tra il vicinissimo e il lontanissimo non c’è  alcuna differenza.

Vi è anche un’altra caratteristica, della quale tenere conto, la capacità delle  entità di variare o adeguare la loro vibrazione per poter avere contatto con noi e noi con loro. Anche su questo è l’intensità che consente l’interscambio o al limite la sola ricezione poiché è si vero che le entità si adeguono affinché le vibrazioni arrivino al ricevente, ma è anche vero che in qualche modo questo ricevente deve essere  effettivamente tale con diversi livelli ricettivi che possono anche aumentare come scendere sino a sparire.

Tali livelli, diciamo di ricettività vibrazionale,  alcuni li possono intendere come livelli di medianicità.  (però  su questo non sono molto d’accordo poiché ci deve essere dell’altro).

Tutto questo ci porta ad una ulteriore e importante riflessione: pur parlando di misure spaziali e temporali estremamente piccole e estremamente grandi,  il MAI ma anche il SEMPRE, non sono esistiti, né esistono né esisteranno.

FacebookTwitterGoogle+PinterestLinkedIntumblrEmail
9

Lascia un commento