vita? morte? vita? morte? vita!

Ci risiamo. La domanda che molti di voi da circa  un mese e mezzo mi fanno, è: ” ma insomma! C’è vita dopo la morte? sì o no?” a seguire la  mia risposta… tutto ciò che scriverò non è legge, ma frutto di sperimentazioni , ricerca e intuizioni assolutamente personali. La mia risposta a botta a calda è: “NO”.

Questa domanda  deve essere nata dal fatto che ho dichiarato che spettri fantasmi e spiriti tormentati o meno, per me non esistono.

Però devo scrivere un grande  “MA…

Quando il corpo cessa di funzionare, lo spirito  ( non l’anima) o la coscienza smettono di esistere in quel corpo. MA dal momento che noi viviamo un numero enorme di vite in realtà parallele e/o alternative, nello stesso eterno momento dove insieme convivono  passato, presente e futuro, noi nasciamo, viviamo e moriamo continuamente. L’anima è sempre la stessa una per tutti e vive,  lo spirito che era dentro quel corpo,  con tutta probabilità, con dei tempi  che potremo intuire dopo,  cessa di esistere.

Abbiamo tutti la stessa anima e lo spirito ( sempre intendendoci bene cosa sia) sono presenti nelle nostre altre vite. La differenza può essere che in alcune di queste vite, abbiamo più consapevolezza e quindi “potrebbe ” essere che ” sentiamo” come in un flashback di aver vissuto, viviamo e vivremo in altri corpi. Non solo, ma possiamo aver piena  consapevolezza di essere esistiti e  esistere in una realtà alternativa  o parallela alla nostra.

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                       Hieronymus Bosch

Quindi quando si muore fisicamente, l’anima o lo spirito o la mente non vagano  in un aldilà  etero e dove si è incorporei, non si va né tra le fiamme, né in paradiso né in  purgatorio. O se volete a tutti costi credere che queste siano metafore di tre realtà,  allora vi potrei suggerire che l’inferno potrebbe essere  un terra con mancanza di luce e calore, meglio dire energia, quindi gelida, il purgatorio ha un po’ di luce nebbia, poca vegetazione, aria rarefatta dove  vivere è difficile, il paradiso è una terra rigogliosa, con un aria fresca, un sole che scalda, acqua flora e fauna  in abbondanza e con un climax di tranquillità e serenità mai conosciuto prima. Ma questo non è  assolutamente  dimostrabile. E’ pura  fantasia. Io ritengo che un numero elevato di vite sia più o meno uguale a quella che stiamo vivendo in questa realtà e quasi tutti noi non abbiamo consapevolezza  di viverne altre. In  determinati casi  invece possiamo avene coscienza.

E voi mi chiederete: “ma come mai allora, quelli che riteniamo spiriti o anime più o meno  tormentate sembrano vivere incorporei nella vita che li vide in carne ed ossa? “A questa domanda ci sono più risposte teoriche.

Premettendo che: “siamo in carne ed ossa ” va letto come corporeo.  Ovvero una struttura fisica  dalle fattezze e  densità molecolare anche molto diverse dalla nostra oppure del tutto similari.

La prima risposta potrebbe essere che non è immediata la cessazione di tutto e per immediata non intendo dire un minuto o un giorno o un anno o cent’anni, ma un tempo dove un minuto o cent’anni come misura non hanno senso, poiché  il tempo è relativo.

Un’altra risposta potrebbe essere che  dopo defunti rimanga  una  eco che risuona nella realtà “appena” vissuta e per quanto non ci è dato capire, ma vale lo sesso discorso scritto sopra, un minuto o cent’anni . E questa eco è inconsapevole o può avere una sua coscienza? Io non lo posso sapere e neppure mi porrei la domanda, poiché la risposta sarebbe  totalmente aleatoria.   Possiamo disquisire: inconsapevole quasi sempre  e consapevole in determinate condizioni  che adesso non si è in grado di comprendere.

Una risposta, forse meno aleatoria che noi diamo energia a chi non vive più nella nostra realtà  e rendiamo  per noi soltanto: “consapevole” il caro estinto. Ma è frutto della della nostra mente creatrice. poiché noi siamo creatori ma soprattutto abbiamo la stessa anima che è estensione del nostro creatore.

Un’ultima risposta potrebbe desumersi dagli esperimenti di metavisone quelli fatti negli anni 80/90 però.  Prima di  tutto si vedono fattezze corporee simili, se non uguali alle nostre,  in alcuni casi abbiamo visto alle spalle dell’estinto un muro bianco o grigio, ma altre volte abbiamo visto il caro estinto sorridere in mezzo a un prato fiorito e vicino a un albero o in riva al mare. Questo potrebbe farci pensare che una o più  realtà possiamo crearle anche a nostro piacimento, migliorando quelle che abbiamo lasciato o anche peggiorarle.  O anche la capacità di mostrare quello che l ‘osservatore vuole intimamente vedere o ascoltare. (paradosso della quantistica).

Quindi se fosse così, esiterebbero realtà alternative,  parallele in parte auto create e potremmo quindi  anche crearci un paradiso meraviglioso con cherubini e angeli, un purgatorio nebbioso e un inferno in fiamme dove diavoli e diavoletti ci procurano sofferenza. Per chi  ha creduto fermamente in vita a tutto questo,  sarebbe possibile anche crearseli. Quindi attenzione che se  facciamo i birbanti in una realtà, ci possiamo generare nello stesso momento una terra inospitale abitata da esseri spaventosi e in grado di darci grande  sofferenza ma sempre come esseri viventi in carne ed ossa e non come spiriti o anime. Oppure crearci un ambiente che soddisfa ciò che vogliamo essere…Non bisogna considerare, tutto ciò una sorte di Matrix, ma qualcosa di reale e fisico.

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Giacomo Leopardi                      (vero ritratto)

La stessa cosa vale anche per chi ha vissuto, vive  e vivrà in modo ” santo”, devoto al suo credo, sino al martirio e al sacrificio del corpo fisico. Ovviamente in una delle sue altre realtà, egli ne trarrà grande beneficio, avrà ampia consapevolezza e energia e  sarà in grado di spostarsi nello spazio e nel tempo e nelle diverse realtà molto più agevolmente di altri.

Leopardi cita un passo di Menandro: Muor giovane colui ch’al cielo è caro, per introdurre il suo XXVII canto: “Amore e Morte” . Nel tentativo di giustificare  una  morte in giovanissima o giovane età. Si muore giovani perché si è cari al cielo ( da intendersi non propriamente come Dio, ma a un qualcosa di superiore). E qui bisogna muoversi con i piedi di piombo e con totale rispetto per il dolore.

Quando due genitori perdono una figlia o un figlio giovane o molto giovane, la loro fede in  Dio molte volte traballa fortemente, perché è sentono che è profondamente ingiusto se però si continua  a credere a una sola vita e poi a un aldilà dimora di spiriti.

Se invece genitori  piegati dal dolore, abbracciassero la teoria che la loro  gravissima perdita è una e che in altre  moltissime realtà lei o lui vivono una vita diversa e lunga, allora il dolore dell’assenza sarà meno opprimente e i disegni di  Dio non tenderanno a darci una una così terribile  e violenta privazione.

Capisco bene che il dolore può diventare insopportabile ma, e non voglio consolarvi, cercate di “sentire” chi è scomparso dalla vostra realtà  è invisibile soltanto  all’esterno di voi  ma all’interno di voi  c’è, e convincetevi che  lei o lui stava sta e starà vivendo innumerevoli esistenze e voi pure.

ciao

MR

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