Volete conoscere più cose di me? Ecco qui…

Ciao a tutti, vi ringrazio dei messaggi ricevuti molti dei quali mi chiedevano di raccontare altro sulle mie esperienze, che ho scritto , trovo difficile a raccontare affinché possiate avere una giusta sensazione.

Per chi non ha letto la Prima Parte

Vi sono cose che per quanto una persona sia brava nell’esprimere e raccontare,  non riesce a ” trasmettere” nel giusto modo, per essere certo che venga compreso.

 

Come in Poesia la polisemia è intrinseca, ognuno può interpretare un fatto, secondo le proprie esperienze. Una Poesia ha molti  livelli di interpretazione e non è detto che ciò che scrive il poeta, abbia un significato  univoco. Per farvi un esempio banale una volta alla mia domanda se chi rispondeva erano spiriti la risposta fu sì.

Se mi fermo al primo significato, non dovrei avere dubbi. Ovvero spiriti disincarnati. Ma se la stessa domanda mi fosse stata rivolta avrei anch’io risposto sì, perché anch’io sono spirito oltre che corpo mente e anima. Quindi quella risposta non significava: siamo esclusivamente spiriti disincarnati.

Ma a quel tempo mi fermai al primo significato: sono spiriti, quindi spettri, quindi fantasmi, esseri privi di corpo  fisico, di molecole, cellule e particelle.

Memore delle quasi ottanta sedute spiritiche e medianiche alle quali ho partecipato dai 14 ai 22 anni, non mi passava per la testa il minimo sospetto che effettivamente potevo non interagire con spiriti attraverso la transcomunicazione strumentale.

La mia lunga chiacchierata con il prete che mi portò alla decisione di non fare più sedute scaturì da una serie di fatti che per la prima volta scrivo.

Durante una seduta medianica, il capo seduta era del cerchio 77 di Firenze, per la prima volta intervenne come partecipante un pittore veneziano, un omone di un metro e ottanta, barbuto, voce baritonale, simpatico. Beh il medium era altra persona, andò in trance come ci si attendeva ma  cadde in trance anche il pittore e parlavano contemporaneamente con una voce di bambino che cercava la madre con tutta probabilità durante la peste del 1630.

Poi con questo pittore facemmo altre sedute, una in particolare mi lasciò di sasso. Intanto pareva avesse un topo morto in bocca, da vomitare, poi disse di essere in un luogo buio “giù”, di essere stato impiccato come bandito e assassino e avremmo trovato traccia presso l’archivio di…..  filza n….. pagina….. e quando lo disse, io pensai… Questo fa il furbo, è andato a vedere prima questo archivio e adesso ce lo dice per auto certificarsi come medium…. Il fatto è che alla fine della seduta gli apparvero i segni blu violacei sul collo di una corda e andarono via dopo una ventina di giorni…. Un’altra volta cercai di registrare e ascoltando si senti solo l’inizio, nulla in mezzo e poi la fine…

Altro fatto   riguardò un mio amico il quale dopo aver  partecipato anche lui a una seduta cominciò a dare  segni di squilibrio mentale e  fece questo:

iniziò a muover oggetti a distanza ( pure una batteria per auto che attraversò il garage, dicendomi: guarda cosa posso fare se voglio, pensa cosa posso fare a te).

Poi un pomeriggio restò appeso al di là di un parapetto di un ponte molto alto in montagna sogghignando che poteva lasciarsi  cadere tanto era già morto. Lo prendemmo giusto un attimo prima che mollasse il parapetto.

La stessa persona andava in trance spontanea anche in pizzeria, capovolgendo  gli occhi e parlando con una voce che mi auguro non sentiate mai.  Una voce calma, anche gradevole,  ma agghiacciante. A quel punto io e altri amici decidemmo di portarlo in chiesa e non vi dico che eravamo in quattro a tenerlo, oltre tutto era molto magro,  e fu una fatica bestiale trascinarlo in chiesa, e poi dentro  sembrava del tutto impazzito e violentissimo. Vi risparmio i dettagli da film dell’orrore.

In un tu per tu mi disse di essere molto molto furbo e intelligente come una montagna e di stare molto attento perché alla prima disattenzione mi avrebbe fatto vedere i sorci verdi aggiungendo che ero una nullità per lui e che poteva schiacciarmi come un verme.

Un altro fatto riguardò un’amica di un mio amico.  Era terrorizzata non si capiva per quale ragione… Non dormiva… dimagriva a vista d’occhio… Mi raccontò che un conoscente, siccome lei  aveva problemi d’insonnia le aveva scritto una frase in latino da  ripetere ogni sera per tre volte: era una preghiera per rilassarsi, invece era l’esatto contrario: pregava di essere tormentata perché se lo meritava e risolsi la cosa avendo anch’io qualche effetto collaterale.

La domanda che mi martellò per settimane il cervello fu: ma che cerco di fare e sapere? Più domande facevo più ne nascevano. La verità è che la vita che conducevo era vuota e insoddisfacente per me e cercavo forti emozioni in altro modo.  Una voce dentro  me,  mentre bighellonavo sovra pensiero, in montagna, mi disse:” devi prendere la seconda  destra, poi dopo 50 metri gira ancora destra e mi vedrai, così feci e mi trovai di fronte a una chiesetta, ma non entrai. Però era un chiaro  invito a cambiare  strada.

Quella dello spiritismo non era dunque la strada, né vedere amici miei dare i numeri. Posseduti o schizofrenici o psicotici non faceva nessuna differenza per me. Più pensavo di sapere meno sapevo. E finalmente andai dal prete con il timore di essere io la prossima vittima. E lui mi chiese: tu hai paura di quello che mi hai raccontato? La mia risposta fu un sì grande come una casa e lui replicò: è bene tu abbia paura, vuol dire che il nemico batte alla porta e non è ancora entrato. Non cercare risposte nello spiritismo, ma nel tuo vivere, dai più senso alla tua vita. Fai del bene agli altri e lo farai anche a te stesso. Parole sante.

A 22 anni decisi che per nessuna ragione al mondo avrei fatto sedute spiritiche e medianiche come partecipante, ma come osservatore esterno, per capire se erano bidoni o cose reali. Poi dopo un anno,  lasciai anche la sola osservazione e iniziai lo studio e la sperimentazione del paranormale e la paura scomparve del tutto.

Faccio del bene da allora? Sicuramente non faccio del male…Se posso aiuto… con parole e con fatti… ma non ho spirito missionario… E comunque pago il mio trascorso, privo di amorevoli affetti, a parte i figli. Le donne che ho avuto hanno sfruttato per bene il mio sentire per stupire amiche o calmare i figli infanti che piangevano, perché io li “sentivo” o perché stare con un poeta fa’ figo… Ma nessuno in questo mondo mi conosce davvero, in altri sì almeno… Recitare la propria vita è un errore ed è bene sapere che prima o poi se fai del male, ti tornerà indietro mille e mille volte.

ciauz

MR

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